Il lardo di maiale fa male? La risposta sorprende tutti

Famous Italian Lard from Colonnata

Il lardo è un prodotto che si ricava dalla lavorazione del maiale pesante. Questo derivato del suino è il frutto dei processi di manipolazione e stagionatura della carne fresca. Proprio per questo motivo esso rientra nel gruppo dei salumi o anche carni conservate salate.

Il lardo altro non è che il tessuto adiposo sottocutaneo del suino. Questo tessuto adiposo è tagliato, viene rimossa la cotenna, salato, speziato e stagionato. I tagli del suino che si utilizzano per la produzione del lardo sono quelli che partono da dietro la testa, fino al termine della groppa. Nella produzione del lardo sono escluse le guance, con cui si produce il guanciale e la pancia che su usa per produrre pancetta.

Il lardo di qualità è commercializzato in pezzi dal peso variabile che può oscillare dai 250 grammi fino ai 5 kg, e lo spessore non deve essere mai sotto i 3 cm. La forma somiglia molto ad un parallelepipedo schiacciato, in alcuni casi ricoperto dalla cotenna su di un lato e dal sale speziato sull’altro lato.

Come conservare il lardo di maiale?

Il lardo, essendo un alimento ricchissimo di grassi, saturi principalmente, va incontro ad un deterioramento non indifferente. Questo deterioramento è di tipo perossidativo, perché contiene elevate quantità di grassi, ma pochissimi elementi antiossidanti, dunque, il lardo non può essere conservando troppo a lungo e non può essere sottoposto agli sbalzi termici, e non può essere esposto alla luce, in quando il processo di irrancidimento sarebbe significativamente accelerato. L’irrancidimento inizia nella parte superficiale del prodotto.

Dunque, posto nel frigorifero, sicuramente si allunga la sua conservazione, ma non può essere conservato per lunghi periodi dato che l’irrancidimento è solo inibito, rallenta ma non si ferma. Una soluzione può essere congelare il lardo. Meglio se all’interno di contenitori di vetro o di plastica forniti di una guarnizione a tenuta d’aria.

Tipologie di lardo

Esistono diverse tipologie di lardo di maiale, esse si distinguono a seconda della zona di produzione e a seconda della ricetta che si utilizza. Tra le tipologie di lardo più famose sono da citare il lardo di Colonnata e il lardo di Arnad.

Valori nutrizionali del lardo: fa male?

100 grammi di lardo apportano circa 890 Kcal. I costituenti del lardo sono:

  • l’acqua;
  • i lipidi, in particolar modo gli acidi grassi saturi;
  • colesterolo;
  • sodio, potassio;
  • tracce di vitamina E.

Sono del tutto assenti i carboidrati, le fibre, gli zuccheri e le vitamine idrosolubili.
Si tratta di un prodotto estremamente grasso e calorico, quindi il suo utilizzo dovrebbe essere molto parsimonioso, non esagerare né nella frequenza di consumo né nelle porzioni.

Non è un prodotto molto salutare, apporta molti grassi saturi e colesterolo, quindi sarebbe meglio evitare il suo consumo, o quantomeno, consumarlo in casi sporadici.

Come utilizzare questo prodotto

Il lardo è un salume che è molto consumato in alcune regioni d’Italia in moltissimi modi. Uno degli antipasti più consumati di sempre prevede una semplicissima fetta di pane tostato su cui viene adagiata una fettina sottile di lardo, che con il calore del pane si scioglie. Può essere d’accompagnamento per le tigelle o per i pinzini. Si sposa molto bene anche con l’aglio e con il miele.

Il vino che generalmente si accompagna a questo salume è principalmente il vino bianco o quello rosato.

Molto utilizzato anche per la preparazione di diversi primi piatti, esso costituisce un ottimo fondo di cottura e sostituisce i grassi da condimento.

Può essere utilizzato per preparare delle carni magre, come il coniglio, la selvaggina. Può essere anche accostato al tartufo e a dei formaggi stagionati. Insomma che ricette che prevedono l’utilizzo del lardo sono tantissime.