Zoom: vuoi continuare ad usarlo? Ecco come renderlo più sicuro

Zoom è l’applicazione che più di tutte, durante questo periodo di emergenza sanitaria e di isolamento per contenere i contagi da Covid19, è cresciuta nel suo utilizzo. Consente infatti di effettuare videoconferenze gratuite con tante persone, ed era stato identificato come lo strumento ideale per la didattica a distanza e lo svolgimento di riunioni di lavoro con tante persone a parteciparvi.

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Tutte le criticità di Zoom

Sono emersi, come forse è noto a chi sta già leggendo questo articolo, dei problemi di sicurezza nel suo utilizzo. Zoom è stato, per stessa ammissione del suo CEO, vittima del suo stesso successo e della sua stessa importanza in questo periodo. La sua versione per iOS, il sistema operativo di Apple, ha inviato dati analitici a Facebook senza il consenso esplicito degli utenti. Nonostante la rimozione dello strumento, l’azienda titolare dell’app è oggetto di una class action per questo. I video non supportano la crittografia end-to-end, lo standard di sicurezza più diffuso (ad esempio disponibile per le conversazioni su WhatsApp).


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Zoom è stato poi vero e proprio oggetto di “Zoombombing”, ovvero una campagna di introduzione di contenuti sensibili (violenti o pornografici) all’interno di conversazioni e videoconferenze. Si è poi arrivati, infine, alla violazione di circa 500mila account, con la richiesta da parte dell’azienda a tutti i propri utenti di cambiare le password. Ed infine, un gruppo di hacker ha dichiarato di aver scoperto due falle che consentirebbero di spiare videoconferenze private tra utenti: secondo il rapporto di Vice Motherboard gli hacker chiedono 500mila dollari per l’exploit di Windows.


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Zoom: ecco come renderlo più sicuro.

Se dopo tutto quanto raccontato pensate ancora di voler utilizzare Zoom, magari perché nessuna delle falle di sicurezza vi ha toccato, è sicuramente il caso di mettere in sicurezza il proprio account nell’applicazione e di utilizzare tutte le precauzioni necessarie nella “costruzione” della videoconferenza e di tutte le sue caratteristiche digitali.

Ci sono delle operazioni preliminari, che potremmo definire “di base”, per evitare rischi. Innanzitutto scaricare ed eseguire l’ultima versione dell’applicazione, aggiornata con le nuove misure di sicurezza. Le riunioni possono essere protette con delle password di accesso. Il controllo dei partecipanti alle riunioni si può effettuare con lo strumento “Sala d’Attesa”: in questo modo chi arriva non è subito “dentro” la conferenza, ma deve essere autorizzato dall’organizzatore a partecipare. L’organizzatore può limitare a sé stesso l’utilizzo della condivisione dello schermo. È meglio astenersi dal condividere link di partecipazione o ID delle riunioni sui social media. I secondi (meeting ID), sono generalmente più sicuri dei link.

È sempre consigliato utilizzare la generazione automatica dell’ID della riunione, e ripetere ogni volta il procedimento, per ottenere un ID riunione sempre diverso. Si eviteranno così rischi casomai un ID venisse compromesso o utilizzato con scopi malevoli. Per quanto riguarda la password, il consiglio è di mantenere sempre attivo il requisito della password, ma con l’opzione della password incorporata disattivata.
Avviate la riunione sempre a video spento, in modo da evitare momenti imbarazzanti a tutti i partecipanti. Gli utenti dovranno così – tutti – accendere il proprio video volontariamente per partecipare. L’organizzatore ha poi la possibilità di controllare in modo attento e serrato l’ingresso dei partecipanti: sta a lui consentire l’accesso nella “sala conferenze” dalla “sala di attesa”, e rendere quindi possibile l’ingresso a chi deve partecipare, bloccando ospiti indesiderati.