Mangiare fichi d’India fa bene o male? Ecco la risposta dell’esperto 

Mangiare fichi d’India fa bene o male? Ecco la risposta dell’esperto 

Appartenente alla famiglia delle Cactacee, il fico d’India (Opuntia ficus – indica), giunge per la prima volta in Europa intorno al ‘500. Portata nel Vecchio Mondo dall’America centro-meridionale, è possibile ammirare questa pianta particolare al sud Italia, soprattutto in Sicilia, in Calabria, in Puglia e in Sardegna.  Il frutto presenta un colore che va dal giallo all’arancione ed è ricoperto di spine sottili. Mangiare fichi d’India fa bene o fa male alla salute? Secondo gli esperti, mangiare i fichi d’India è un toccasana per il nostro benessere. Vediamo perché.

Benefici fichi d’India

I fichi d’India sono ipocalorici. Consumare 100 grammi di fichi d’India, apporta al nostro corpo soltanto 55 calorie. Contengono vitamina C, vitamina A e vitamine del gruppo B. La vitamina C stimola le difese immunitarie e agisce come antiossidante naturale. La vitamina A la troviamo come betacarotene, importante per la salute della nostra pelle e dei nostri occhi. Mentre le vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6), sono ottime per recuperare le energie mentali e fisiche. Sono fonte di calcio, alleato dei denti sani e delle ossa forti. Sono ricchi di sali minerali, soprattutto di potassio, di magnesio e di ferro.

Riducono il rischio di diabete, poiché mangiare fichi d’India provoca l’abbassamento dei valori di glicemia nel sangue. Migliorano il transito intestinale e sono un lassativo naturale: le fibre aiutano a contrastare il problema della stitichezza. Hanno proprietà lenitive. Il gel estratto dalle pale – simile a quello ricavato dall’aloe vera – può essere usato sulla pelle come cosmetico naturale date le sue capacità cicatrizzanti, disinfettanti e lenitive.

Aiuta a dimagrire. Grazie alle fibre contenute nella sua polpa, il fico d’India crea nello stomaco una sorta di sostanza che dà un senso di sazietà bloccando dunque lo stimolo della fame e tenendo a bada sia la glicemia che un eventuale sovrappeso. Mantengono il colesterolo sotto controllo. Secondo alcuni studi, sembra che la polpa del fico sia in grado di esercitare una riduzione del colesterolo cattivo. Favoriscono la diuresi poiché sono ricchi di acqua e prevengono la formazione dei calcoli renali. 

Quali sono le controindicazioni?

Il fico d’India non ha particolari controindicazioni. È sconsigliato mangiarli nel caso si soffra di diverticoli (poiché i semini contenuti nella polpa sono moltissimi e potrebbero andare a depositarsi in zone dell’intestino creando infiammazioni) e durante la gravidanza e l’allattamento. 

Dalla cultura azteca a quella dell’Italia meridionale

Amata sin dall’antichità, la pianta del fico d’India era il simbolo della tradizione degli Aztechi e sono molti i significati  che le si attribuiscono. In Italia, l’habitat ideale è la Sicilia, terra che ha ottenuto nel 2003 il marchio D.O.P. Elio Vittorini nel suo libro Conversazione in Sicilia scriveva: 

“Erano di pietra celeste, tutti fichi d’india, e quando si incontrava anima viva era un ragazzo che andava o tornava, lungo la linea, per cogliere i frutti coronati di spine che crescevano, corallo, sulla pietra”. Giallo, arancio, rosso, verde, la polpa del fico d’India può presentarsi in colori diversi, soddisfacendo così non soltanto il gusto ma anche la vista.