Attenzione a questi cibi che danno reflusso: i tre da evitare

Il reflusso gastroesofageo è una condizione che si manifesta con la risalita, involontaria, dei succhi gastrici e di una parte del contenuto epatico lungo il tratto esofageo. Quando episodi del genere si verificano più volte nel corso della giornata e si associano a questi anche altre complicazioni, si parla di malattia da reflusso gastroesofageo.


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Sintomi del reflusso esofageo

I sintomi tipici di questa condizione è la sensazione di rigurgito acido nell’esofago che si associa a bruciore localizzato al petto e allo stomaco. Questo sintomo tende a diventare acuto nel corso della notte e in generale quando ci si stende.

Data l’elevata acidità dei succhi gastrici, il loro passaggio nell’esofago provoca, a lungo andare, può provocare l’irritazione delle mucose e, in alcuni casi, anche delle vie respiratorie e della gola, provocando dei disturbi alle corde vocali, determina un abbassamento della voce, la laringite, la raucedine, la tosse cronica e l’asma. A questi sintomi possono aggiungersi degli altri:


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-alito cattivo
-nausea
-vomito o rigurgiti
-problemi respiratori
-singhiozzo
-erosione dei denti.

Diagnosi

Per una diagnosi corretta della malattia da reflusso gastroesofageo potrebbero essere necessari degli esami strumentali come ad esempio:

  • manometria esofagea
  • radiografia
  • endoscopia
  • biopsia
  • monitoraggio pH-impedenziometrico del reflusso.

In linea di massima una combinazione tra il trattamento farmacologico e le buone abitudini alimentari possono aiutare a combattere questa condizione molto fastidiosa. Qualora il disturbo dovesse protrarsi per un periodo di tempo abbastanza lungo, si consiglia di rivolgersi ad un medico di fiducia.

Le cause principali del reflusso

Le cause principali che determinano il reflusso gastroesofageo sono sostanzialmente due.
Il rilassamento della valvola posta alla fine dell’esofago, ovvero lo sfintere esofageo inferiore, che solitamente dovrebbe impedire la risalita del contenuto gastrico
Il prolungato ristagno di cibo all’interno dello stomaco.

Alimentazione e reflusso gastroesofageo

Per prevenire e curare il reflusso gastroesofageo, l’alimentazione gioca un ruolo molto importante. Bisogna correggere alcune abitudini a tavola e del proprio stile di vita. E’ molto utile seguire una dieta sana, equilibrata, ma leggera, il tutto accompagnato da una riduzione dello stress.

È dimostrato che alcuni alimenti possono favorire episodi di reflusso dato che allungano i tempi di svuotamento dello stomaco o sono anche irritanti. Ecco qualche consiglio e qualche rimedio per curare il reflusso:

  • mangiare lentamente, masticare bene il cibo evita il rischio di risalita del contenuto gastrico nell’esofago;
  • non indossare indumenti troppo stretti;
  • evitare di distendersi subito dopo avere mangiato;
  • se necessario, perdere peso;
  • evitare i pasti abbondanti, meglio preferire pasti piccoli e frequenti;
  • preferire un’alimentazione che preveda pochi grassi;
  • evitare cibi e bevande sia troppo calde che troppo fredde;
  • non assumere troppi liquidi durante i pasti.

Attenzione a questi cibi che danno reflusso: i tre da evitare

Più che tre alimenti, in questo articolo andremo a vedere 3 gruppi di alimenti da evitare se si soffre di reflusso.

1° GRUPPO – Cibi che indeboliscono il cardias
Rientrano in questo gruppo gli alimenti che indeboliscono la capacità di chiusura del cardias, che sarebbe la valvola che si trova tra lo stomaco e l’esofago che ha la funzione di chiudere e tenere isolato il contenuto dello stomaco. gli alimenti da evitare sono:

-Cipolla, aglio, porro
-Cacao e cioccolato
-Menta
-Caffè
-Alcool, birra, vino e spumanti
-Cibi molto grassi e fritti

2° GRUPPO – Cibi che creano fermentazione e favoriscono l’infiammazione
In questo gruppo rientrano tutti quegli alimenti che allungano, appesantiscono la digestione e creano fermentazione intestinale. Rientrano in questo gruppo:

-peperoni
-bevande gassate
-superalcolici, birra
-cibi fritti e molto grassi
-pietanze industriali
-carne con sugo molto cotta e con molti grassi
-pizza con pomodoro e formaggi
-formaggi particolarmente grassi
-dolci alla crema e panna.
-pollo fritto

3° GRUPPO – Cibi che attivano la pepsina
Rientrano in questo gruppo gli alimenti che hanno un ph acido dunque inferiore a 5 come i pomodori e gli agrumi. Ma anche alimenti artificiali pieni di additivi acidi come le bevande artificiali. Gli alimenti da evitare sono:

-ananas
-pomodori e prodotti a base di pomodori
-mirtilli
-aceto di vino e di mele
-bevande gassate e dolcificate
-alimenti industriali ricchi di additivi ed acidi aggiunti