Samsung come Huawei, Galaxy S10 diventa una power bank

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Galaxy S10
Galaxy S10

Quanti di voi sono in possesso di un Huawei Mate 20 Pro? E in quanti utilizzano la reverse charge, ovvero quella funzione che vi permette di ricaricare un secondo dispositivo in modalità wireless utilizzando quello principale? Personalmente dubito che siate in tanti, tuttavia sappiate che Samsung sta per fare esattamente la stessa cosa con il Galaxy S10, ma a mio parere in maniera forse più intelligente e  funzionale. Vediamo perché.

Nuovi auricolari con ricarica wireless per Samsung e basta un Galaxy S10 per alimentarle

Prima di iniziare a parlarvi della suddetta funzione di ricarica inversa però ci tengo a precisare che mi riferirò genericamente alla serie Galaxy S10, ma non è detto che tutti e tre i dispositivi della gamma supporteranno tale funzionalità, anche perché nell’immagine che vedete in alto è unicamente presente l’S10+ e quindi il prodotto che con ogni probabilità avrà la batteria più generosa.

Più generosa ovviamente non solo nelle dimensioni ma anche nello scambio di alimentazione. Si perché grazie ad una foto, assolutamente credibile, pubblicata su Twitter da Roland Quandt (e presa dal sito winfuture) sul proprio profilo ufficiale, si vedono chiaramente le già anticipate Galaxy Buds, ovvero i prossimi auricolari di punta dell’azienda coreana.

La cosa interessante però è che, proprio come riportato da Quandt, tali cuffie dovrebbe supportare la ricarica wireless ed è qui che entra in gioco la reverse charge di Galaxy S10. Se ci pensate infatti, utilizzare tale tecnologia per alimentare uno smartphone, che magari non appartiene neppure a noi, potrebbe non essere una pratica molto frequente, tuttavia, se la stessa viene sfruttata per un accessorio piuttosto utile e in grado di ricaricarsi in tempi minori, allora la situazione migliorare esponenzialmente.

Si sa che ormai gli auricolari true wireless sono un prodotto da avere assolutamente in tasca e sapere si poterle ricaricare in qualsiasi momento ci permette di utilizzarle tranquillamente e senza paura di “restare a secco”. Personalmente quindi ritengo che la scelta di pubblicizzare tale funzione attraverso un accessorio sia molto più sensata rispetto a quella di Huawei, voi invece? Scrivetelo nei commenti in basso.

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