Pressione alta: ecco un sintomo da non sottovalutare

Quando noi parliamo di pressione alta indichiamo quella che è chiamata più tecnicamente ipertensione arteriosa ovvero una condizione differenziata dall’alta pressione del sangue nelle arterie, che è specificata dalla quantità di sangue che viene pompata dal cuore e dalla resistenza delle arterie al flusso del sangue. Interessa circa il 30% della popolazione adulta di entrambi i sessi e, nelle donne, è più probabile dopo la menopausa. Va specificato che non stiamo parlando di una malattia ma una possibile situazione di rischio, ovvero una condizione che aumenta la possibilità che si verifichino altre malattie cardiovascolari come per esempio infarto miocardico eictus cerebrale. Per questo, è fondamentale individuarla e curarla: per impedire i danni che essa può causare.

Pressione alta: ecco un sintomo da non sottovalutare

Si parla di ipertensione arteriosa sistolica quando solo la pressione massima è aumentata; al contrario, nell’ipertensione diastolica, sono mutati i valori della pressione più bassa. Si definisce ipertensione sisto-diastolica la condizione in cui ambedue i valori di pressione sono maggioridella norma. L’aumento dei valori della pressione non sempre è legato alla comparsa di sintomi, soprattutto se avviene in modo non inatteso: l’organismo si abitua progressivamente ai valori sempre un po’ più alti, e non manda segnali al paziente. Per questo, tante delle persone colpite da ipertensione non accusanosintomi, anche in presenza di valori pressori molto elevati. In ogni caso, i sintomi associati all’ipertensione arteriosa non sono specifici, e per questo sono spesso sottovalutati o imputati acondizioni diverse.

Tra i sintomi più comuni rientrano: mal di testa, specie al mattino, stordimento e vertigini, ronzii nelle orecchie, alterazioni della vista (visione nera, o vista di puntini luminosi davanti agli occhi) e epistassi (perdite di sangue dal naso). Però uno studio di recente presentato sulla prestigiosa Hypertension ha fornito alcuni elementi a sostegno dell’ipotesi che la pressione alta possa portare sonnolenza ed insonnia. I risultati hanno difatti dimostrato come la presenza di insonnia ha specificato un incremento del rischio di ipertensione arteriosa di oltre il 300%. I livelli di pressione arteriosa sono risultati aumentati nei soggetti con insonnia in modo direttamente proporzionale alla durata degli episodi di risveglio, sia per la pressione sistolica che per la pressione diastolica.

Le linee europee raccomandano di trovare un giusto equilibrio nella nostra routine di riposo per evitare picchi di pressione che possono portare a gravi patologie.