Continuo desiderio di mangiare: ecco che significa

Non sempre mangiamo per placare la nostra fame. Molti di noi impiegano il cibo per diminuire stress, ansia, tristezza, solitudine o noia, soccombendo a quella che viene delimitata ‘fame nervosa o emotiva’. Un disturbo già parecchio diffuso che è andato ad accrescere ulteriormente dall’inizio del periodo di emergenza Covid. L’incapacità di uscire di casa, il mutamento brusco della nostra routine, il dover passare parecchio tempo da soli o in compagnia delle medesime persone hanno, difatti, fatto raccogliere emozioni spiacevoli che, legate alla mancanza di valvole di sfogo, hanno portato numerose persone a rifugiarsi nel cibo. Lo comprova anche uno studio fatto da diversi ricercatori del King’s College di Londra e divulgato sulla rivista The Lancet che ha rivelato che la quarantena ha causato l’aumento delle ricadute o il peggioramento dei casi di fame nervosa, e degli altri disturbi della nutrizione, ma anche della manifestazione di tale disturbo in chi non aveva mai sofferto.

Continuo desiderio di mangiare: ecco che significa

La dottoressa Marta Colombo, psicologa del Policlinico San Marco e del Centro di Chirurgia dell’Obesità della medesima struttura, ci spiega come si scatena la fame nervosa, quali consigli seguire per imparare a controllarla e come riconoscerla dalla fame fisica. Si può parlare di fame emotiva o nervosa quando la percezione di appetito viene scatenata da uno stato emotivo come: rabbia, noia, stress, solitudine e tensione. Non deriva dal desiderio fisiologico di nutrirsi, come accade invece per la fame corporea o fisica.

Il cibo ha una funzione biologica sostanziale per l’organismo, dato che dagli alimenti otteniamo tutto ciò che serve per tenerci in vita: zuccheri, proteine, grassi. È fondamentale evidenziare inoltre che una giusta alimentazione è un grande aiuto per conseguire un corretto equilibrio fisico e psichico. Quando però utilizziamo il cibo come rimedio con cui quietare le emozioni sgradite o per riempire un vuoto, allora siamo di fronte a una fame di tipo emotivo.

Chiedere aiuto a parenti, amici, gruppi di ascolto ma specialmente a uno specialista diventa il metodo più efficace per risolvere questo problema, perché si cede più speditamente alla fame emotiva se manca una buona rete di supporto. Affidarsi a uno specialista è una valevole soluzione per imparare acombattere al meglio i momenti di difficoltà, essere più coscientidel proprio mondo emotivo e riconoscere le emozioni che si stanno provando.