Amazon, presenta la prima denuncia per boosting: cosa significa?

Amazon è indubbiamente considerabile da ogni punto di vista una delle aziende legate alla vendita ed al commercio più floride in assoluto, da molti anni parte della normalità comune anche nel nostro paese, come in gran parte del mondo. Oltre che essere un “colosso” dell’e-commerce, l’azienda statunitense ha da tempo differenziato i propri prodotti, sbarcando con successo anche nell’ambito dell’intrattenimento con i servizi Prime, i cui più conosciuti sono indubbiamente Prime VideoPrime Music. Il nome di Amazon resta legato alla vendita di oggetti più disparati e per questo motivo fa piuttosto “rumore” una vera e propria denuncia presentata per boosting.

Amazon, ecco la prima denuncia per boosting: cosa significa?

Si tratta di una pratica già conosciuta non solo da Amazon ma da altri grossi venditori, ma che proprio attraverso il colosso statunitense ha trovato una diffusione importante. Il boosting infatti risulta essere una pratica che produttori medio-piccoli portano avandi utilizzando la nomea molto “sicura” di Amazon. In buona sostanza vengono offerti buoni o sconti a fronte di richieste di recensioni a 5 stelle o comunque molto positivi, pratica che per forza di cose tende a “falsificare” il concetto di recensioni che è alla base del concetto di e-commerce.

Da sempre Amazon si prodiga in controlli di questo tipo, arrivando anche ad eliminare alcuni brand come Aukey per questa pratica. L’ultima tipologia di denuncia che è stata depositata in Italia, a livello europeo, contro le recensioni false in cambio di denaro o prodotti gratuiti per contrastare la diffusione dell’opera di broker di recensioni false e altri soggetti che tentano di aggirare i sistemi di controllo di Amazon.

La denuncia è arrivata anche a seguito di un’intensa operazione che mira a individuare e bloccare gli operatori che attualmente gestiscono più di 11.000 siti web, che anche grazie al “passaparola” che funge attraverso social media come Telegram, tende a cambiare la percezione di un determinato venditore.

Anche Altroconsumo aveva fatto da tempo notare la problematica del boosting.

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