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Bonus 150 euro: cos’è, chi può richiederlo, come si ottiene

L’idea stessa di bonus rappresenta qualcosa di “normale” per la maggior parte degli italiani che in particolar modo durante la pandemia, che ha condizionato per oltre un anno il naturale vivere comune, ha costituito qualcosa di estremamente utile e talvolta necessario per poter “tirare avanti”. Sotto varie forme, il concetto di bonus ha avuto una grande risonanza anche mediatica e si è rivelato molto conveniente anche per l’esecutivo di turno, che può farne ricorso per spostare e “dividere” diverse risorsee dove lo ritiene più necessario senza far ricrso ad emendamenti e leggi. In generale la forma più ambita di bonus è quello di tipo economico, ossia sotto forma di pagamento vero e proprio come il Bonus 200 euro ed il più recente Bonus 150 che ne riprende diversi tratti.

Bonus 150 euro: cos’è, chi può richiederlo, come si ottiene

Quest’ultimo infatti è sostanzialmente una forma di agevolazione economica che fa parte del Decreto Aiuti Ter, la terza versione del gruppo di agevolazioni “mosse” dall’esecutivo Draghi, l’ultimo reale atto di una certa rilevanza del governo che “cederà il passo” a quello nuovo.

Esattamente come il Bonus 200 euro, anche quello 150 euro concettualmente è una forma di un’indennità una tantum elargita a lavoratori dipendenti e autonomi, pensionati e invalidi con redditi entro i 20.000 euro lordi annui, quindi sarà disponibile per ogni forma di lavoratore dipendente o pensionato che non “guadagna” più di  1.538 euro al mese. Tramite la nota emessa in gazzetta ufficiale queste categorie la percepiranno in corrispondenza di stipendio e pensione di novembre 2022.

Disponibile anche per  disoccupati che percepiscono forme di disoccupazione come NASpI, DIS-COLL e disoccupazione agricola, per i lavoratori intermittenti, dello spettacolo e stagionali a patto di aver svolto prestazioni per almeno 50 giornate e per i lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie a patto che abbiano effettuato contributi per almeno un mese per tutto il 2022.

Per gli autonomi dotati di partita IVA che rientrano nel limite di reddito sopracitato sarà prevista l’implementazione di una piattaforma messa a disposizione dall’INPS in un secondo momento.

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