attenzione a queste banche

Ecco quali sono le banche italiane più a rischio: “attenzione”

Sapere quali sono le banche italiane più a rischio è fondamentale per conoscere la sicurezza dei propri depositi. Se hai uno o più conti correnti dovresti sempre sapere qual è lo stato di salute del tuo istituto di credito. In considerazione dell’incertezza della situazione internazionale, tra crisi energetica e guerre che sembrano moltiplicarsi, avere maggiore consapevolezza dello stato del proprio denaro può diventare fondamentale.

Esistono diversi strumenti per tutelarsi. Puoi consultare, ad esempio, il report annuale redatto da AltroConsumo ogni dicembre, per capire se la tua banca è esposta al rischio di bail-in e di un crack finanziario. Altra cosa importante da sapere è se la tua banca aderisce al FTID, il Fondo Interbancario di tutela dei depositi che copre i risparmiatori per depositi fino ad un massimo di 100.00o Euro. In questo articolo proveremo a darti qualche informazione in più sullo stato di salute delle banche italiane.

Cos’è il bail-in?

Il Bail-in è una procedura di salvataggio bancario dall’interno, e che prevede per questo la risoluzione attraverso l’esclusivo e diretto coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti e correntisti. È una direttiva europea introdotta nel 2015 e recepita dal nostro paese. Il bail-in consente alle banche di attingere a risorse interne per mitigare le perdite, e di avvalersi quindi anche dei valori sui depositi.

Col bail-in, in linea generale, si svalutano azioni e crediti e li si converte in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare l’istituto in crisi. Nelle operazioni di salvataggio interno non possono essere utilizzati i depositi dei correntisti fino a 100mila euro: ecco perché questo limite è così importante per i piccoli risparmiatori. Non possono essere toccati nemmeno i patrimoni che gli utenti hanno affidato alla banca sotto forma di azioni, obbligazioni e titoli di fondi. La vigilanza della Banca d’Italia sugli istituti bancari è fondamentale: essa ha il potere di imporre sanzioni, misure prudenziali e, nella peggiore delle ipotesi, rimuovere gli organi di amministrazione e nominare amministratori temporanei.

Le banche italiane più a rischio

Attualmente l’unica banca sottoposta a procedura di amministrazione straordinaria e gestione provvisoria è la Banca del Sud, le cui filiali per altro sono in fase di acquisizione del Banco Popolare di Bari. Altra situazione molto problematica è quella del Banco Carige: sanzionata più volte dalla Banca d’Italia, ha chiuso il 2021 con un passivo di 92 milioni di Euro, con l’attuale CdA al centro di una battaglia legale tra l’azionista di maggioranza, Malacalza Investimenti, e il gruppo Bper che sta incorporando Carige.

Purtroppo i vertici europei hanno deciso l’estensione della procedura del bail-in anche alle banche medio-piccole. Questo sta destando una certa preoccupazione perché per queste banche è molto più probabile che i correntisti con depositi superiori ai 100mila euro possano subire perdite in caso di crisi economica. I dati dell’Eba evidenziano che un numero significativo di banche non sarebbe attualmente in grado di essere sottoposto a un bail-in minimo dell’8 per cento del proprio passivo senza far pagare i depositanti.

L’allarme è stato lanciato in tal senso all’assemblea dell’ABI dal governatore della Banca d’Italia Visco. Queste le sue parole: “Banche significative con livelli di crediti deteriorati particolarmente elevati e, tra gli altri intermediati, quelli con coefficienti patrimoniali inferiori al 10% detenevano nel complesso alla fine dello scorso anno 15 miliardi di sofferenze netto delle svalutazioni già conteggiate in bilancio, anch’esse coperte da garanzie reali e personali”. Secondo la redazione de Il Mattino, pur senza nominarle esplicitamente, il riferimento era a Monte dei Paschi di Siena, Carige e le banche venete. C’è preoccupazione anche per i piccoli istituti di credito locali, principalmente le Banche di Credito Cooperativo e piccoli istituti del Centro Sud che non sembrano avere intenzione di aggregarsi, e sui cui bilanci l’autorità di vigilanza si è espressa con preoccupazione.

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