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Se hai questo vecchio libretto postale sei ricco: ecco quanto vale

Quante volte hai sentito dire che se hai un vecchio libretto postale sei ricco? Depositare soldi su un libretto postale era un’abitudine presente quasi in ogni famiglia – che potesse permettersi dei risparmi – nel secondo dopoguerra del XX secolo. L’Italia si avvicinava al boom economico e le poste erano di proprietà dello Stato.

Va da sé che depositare denaro nelle casse di uno Stato in crescita economica significava avere la possibilità di ottenere interessi molto importanti. All’epoca lo Stato prometteva una crescita, che poi è stata sfruttata e incassata da moltissimi cittadini, che poteva garantire una importante rivalutazione del proprio capitale. Quindi, se hai un vecchio libretto sei ricco? Ecco cosa è successo poi, nel corso degli anni.

Vecchio libretto postale: sei ricco?

Quanto vale veramente un vecchio libretto postale trovato nei cassetti di famiglia? Beh, dipende. Le cronache locali sono spesso costellate di ritrovamenti di libretti postali aperti tra gli anni ’50 e ’60 che oggi varrebbero centinaia di migliaia di euro. Queste cifre vengono raggiunte proprio in base agli interessi promessi all’epoca della loro apertura.

Nel frattempo, però, le Poste Italiane sono state privatizzate e la legislazione in materia è cambiata. Poste Italiane è infatti autorizzata a spostare su di un fondo gestito da Consap il denaro rimasto sui libretti postali definiti “dormienti”. Si considera dormiente un libretto postale non movimentato da almeno dieci anni.

Se quindi hai trovato un libretto postale mai incassato, tra i ricordi di famiglia, è purtroppo molto probabile che i soldi siano già finiti nel fondo Consap. Poste Italiane pubblica periodicamente un report con i numeri dei libretti postali dormienti e da movimentare entro la successiva scadenza. L’attuale è prevista per Ottobre 2022, dopo quella del giugno scorso.

Cosa fare con un libretto postale?

Oggi il libretto postale è poco più di un mero strumento di deposito. Poste Italiane garantisce interessi assolutamente non paragonabili a quelli di un tempo, nell’ordine dello “zerovirgola”. È possibile utilizzarlo per depositarci la pensione oppure somme da destinare ad un minorenne, nell’ottica di conservarle pressoché intatte.

Aprire oggi un libretto postale in genere non è considerato un investimento conveniente in termini di aumento del capitale. Anzi, con l’obbligo di movimentazione e il rischio dello spostamento del proprio denaro nel fondo Consap, si ha la sensazione di una strategia che porti alla chiusura di questi strumenti di risparmio.

Se possedete un libretto postale, abbiate cura di movimentarlo e monitorate costantemente la pagina dedicata ai Libretti Postali dormienti sul sito di Poste Italiane.

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