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€70 in più in busta paga per questi lavoratori: ecco chi li otterrà

Gli aumenti in busta paga rappresentano qualcosa di costantemente ambito da parte della maggior parte dei lavoratori ma che allo stesso tempo dimostra in modo pratico una condizione di crisi, come quella che stiamo attraversando a causa delle problematiche legate a risorse di non facile reperibilità. Dopo aver sviluppato e rinnovato varie forme di bonus legate al contesto energetico (attraverso il recente DL Aiuti, concepito lo scorso maggio), si vagliano altre ipotesi, come quello dell’aumento in busta paga di 70 euro.

€70 in più in busta paga per questi lavoratori: ecco chi li otterrà

Molti ricorderanno il Bonus Renzi, o anche definito Bonus 100 euro, una forma di indennità concepita proprio dall’esecutivo Renzi diversi anni fa che prevedeva un’aggiunta in busta paga dall’import  massimo di 1200 euro calcolati su base annua, quindi 100 euro al mese per categorie di lavoratori al di sotto di uno specifico reddito. Attraverso un finora solo ipotetico taglio del cuneo fiscale, che interesserebbe gli impiegati operanti nel settore energetico. L’idea in senso stretto sarebbe quella di tagliare il costo del lavoro di quattro punti percentuali per i dipendenti con un reddito annuale lordo inferiore a 35 mila euro, che già godono di una sorta di “sconto” dello 0,8 % al di sotto di questa soglia.

Un taglio del cuneo fiscale per specifiche industrie come per l’appunto quelle legate al settore energetico potrebbero permettere ad un’ampia platea di lavoratori di godere di un aumento di circa 70 euro per alcuni mesi, teorizzando questa forma temporanea (in attesa di una “fissa”) per i prossimi 4 mesi, calcolando a partire dal prossimo luglio. Al pari del Bonus €200, questa mossa potrebbe fornire “ossigeno” a milioni di cittadini italiani, anche se finora si parla solo di indiscrezioni e “rumors” non coadiuvati da dichiarazioni e comunicati veri e propri. Bisognerà aspettare qualche settimana per ambire a qualche ufficialità in merito.

I fondi per questo “bonus” potrebbero arrivare da una riduzione della tassazione dal 25 al 30 % sui profitti delle aziende energetiche.

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