terreno abbandonato

Se hai un terreno abbandonato potresti diventare ricco: ecco come

Nessun investimento “è per sempre” ma allo stesso tempo, almeno in teoria, tutto può portare ad un guadagno, anche un terreno oramai abbandonato. Un contesto del genere solitamente è lo specchio di un fallimento ma può essere anche l’esempio di un cambiamento necessario, più o meno dovuto. La storia insegna che anche le imprese più floride in alcuni casi hanno dovuto fare i conti con contesti avversi e scelte sbagliate. Ma sono in molti a voler tentare di rivalutare un terreno oramai dismesso, sopratutto per renderlo fonte di guadagno.

Se hai un terreno abbandonato potresti diventare ricco: ecco come

Un terreno abbandonato deve essere prima di tutto identificato, sopratutto in relazione alle possibilità, ad esempio “esaminato” qual era il suo precedente “scopo”. Solitamente gli investitori scelgono di utilizzarlo per la coltura/allevamento oppure per adibirlo a terreno sportivo/ludico. Nel primo caso è essenziale valutare bene quali sono le potenzialità effettive della porzione di terra, nel secondo conviene fare particolare attenzione al contesto logistico, ossia se risulta essere ben collegato e raggiungibile con facilità.

I terreni dismessi generalmente risultano essere ancora di proprietà dei propri “padroni” (in questo caso la cessione può arrivare per titolo derivativo) oppure se oramai è competenza del comune (titolo originario). Nel primo caso è possibile acquistare il terreno ma anche ottenerne il possesso tramite donazione o testamento, ma anche attraverso l’usufrutto oppure “in affitto”.

Se il terreno non risulta essere associato a nessun proprietario, è possibile, dietro autorizzazione da parte del comune, utilizzarlo fino a che, attraverso l’usucapione, la proprietà passa all’utilizzatore (solitamente è necessario un lasso di tempo minimo di 10 anni).

Se siamo intenzionati a renderlo profittevole con allevamento o coltura, conviene cercare settori ancora relativamente “di nicchia”, quindi colture particolari, ed “esotiche”: lavanda, zafferano, ma anche bacche di goji, bambù, aloe vera, varie forme e tipologie di erbe medicinali ed officinali, ma anche l’allevamento di api da miele, lumache e lombrichi che sono richiesti anche dal contesto dei cosmetici.

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