Bancomat, ecco cosa cambierà da questa data. “Attenzione”

Il ruolo che Bancomat, inteso come società per azioni e consorzio, ha avuto nel corso degli ultimi decenni è stato indubbiamente di grande rilevanza per iniziare ad “educare” la popolazione italiana all’uso della moneta elettronica, in contesti molto diversi da quelli attuali. Bancomat ha iniziato ad essere utilizzato come circuito di pagamento a partire dagli anni 80, inizialmente come strumento unico per i correntisti di banche specifiche. A loro veniva data una tessera collegata al proprio conto, tessera che poteva essere utilizzata sia per prelevare contante ma anche per poter effettuare pagamenti attraverso i POS, entrambe operazioni oggi divenute “basilari”, al punto che il termine Bancomat identifica proprio queste due azioni, anche se compiute attraverso altri circuiti.

Strumenti elettronici in evoluzione.

Tuttavia anche se si tratta di uno strumento globalmente diffuso, il contesto attuale prevede la necessità di cambiamenti strutturali che nella maggior parte dei casi sono già in atto. Da diversi anni infatti è in atto un’opera di riduzione dei contanti, per favorire al suo posto il denaro elettronico, quindi bonifici, bancomat e carte di vario tipo. Se i pagamenti digitali sono sempre più diffusi e “incentivati”, la minore necessità di contante, resa evidente dai limiti legati al denaro liquido sempre più stringenti, hanno portato le banche ad adottare una politica generale di riduzione di filiali e ATM annessi.

Bancomat, ecco cosa cambierà da questa data. “Attenzione”

A partire dal prossimo anno ad esempio saranno rivalutate le commissioni legate ai pagamenti, ad esempio quelle che “scattano” quando siamo soliti prelevare presso un ATM che non fa parte del nostro circuito. La cosiddetta commissione interbancaria attualmente per Bancomat è fissa a 49 centesimi per singola operazione ma dal prossimo ottobre sarà rivalutata e potrebbe diventare una tariffa “flessibile”, con il rischio di far pagare di più durante i prelievi.

La decisione è stata rimandata al prossimo ottobre dall’Antitrust.

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