Bancomat, ecco da quando non si potrà più prelevare: “pazzesco”

Il contesto bancomat sta attraversando una fase piuttosto complicata e transitoria del proprio “ciclo vitale”: non sono passati troppi decenni dal primo sviluppo ed utilizzo di questo circuito che è considerabile indissolubilmente fondamentale per far conoscere la moneta elettronica nel nostro paese. Bancomat infatti è divenuto rapidamente un termine che accorpa l’intero mondo dei pagamenti elettronici effettuabili tramite una carta di pagamento.

Pagamenti digitali

Un tempo all’avanguardia, il Bancomat come “concetto” è ancora diffusissimo ma sta attraversando una fase di cambiamento. Con la diffusione della moneta elettronica in senso generale, gli ATM adibiti al prelievo di contanti, tipologia di operazione tra le più comuni oggi, sono in diminuizione e circuiti come Bancomat stanno inevitabilmente “soffrendo” la tendenza. Questo perchè meno presenza sul territorio portano anche meno introiti. Non è un caso che molte banche hanno deciso già di rimuovere ogni forma di filiale e terminale annesso di pagamento, concentrandosi esclusivamente sui servizi online.

Bancomat, ecco da quando non si potrà più prelevare: “pazzesco”

Bancomat SpA, che può contare ancora una presenza capillare sul territorio, ha deciso di correre ai ripari per limitare le perdite: ad esempio ha fatto richiesta presso l’Antitrust in merito ad una abrogazione della tariffa interbancaria, vale a dire l’importo che viene scalato quando gli utenti prelevano presso gli sportelli che non appartengono al medesimo circuito bancario. Secondo Bancomat SpA l’importo attuale, fissato su 49 centesimi di euro, non è più sufficiente per gestire il tutto, anche se la decisione da parte dell’Antitrust è stata posticipata oltre il prossimo mese di ottobre.

In generale è ancora presto per decretare la fine del Bancomat, dal punto di vista dei prelievi: molti esperti hanno calcolato che nel prossimo decennio la moneta elettronica rappresenterà la tipologia di “denaro” più utilizzata, quindi prima dei prossimi 10 anni risulta quantomeno maturo decretare la “fine” dell’atto del prelievo in quanto tale.

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