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Bancomat, la comunicazione che sconvolge tutti: cosa succederà?

Oramai il “digitale” ha conquistato anche la stragrande maggioranza dei contesti economici, in quanto il contesto tecnologico si è evoluto a sufficienza da garantire una certa duttilità e facilità nell’utilizzare il denaro elettronico. Quest’ultimo risulta essere diversificato anche grazie agli smartphone, che assieme alle carte di pagamento già molto diffuse, costituiscono il futuro dei pagamenti, anzi già lo sono: contesti europei differenti da quello nostrano si sono già adattati in maniera importante alla limitazione del contante, e conseguentemente una certa nuova diffusione del denaro “non liquido”. In Italia abbiamo il termine Bancomat che ancora oggi risulta utilizzato molto generalmente per definire non solo buona parte delle operazioni economiche ma anche l’atto del prelevare denaro attraverso gli sportelli. Quali sono le novità per il prossimo futuro?

Diffusione capillare

Bancomat resta sopratutto un’azienda, anzi un consorzio vero e proprio che da anni investe molto sia sul circuito omonimo ma anche sulla conseguente applicazione: in Italia infatti resta molto diffuso sopratutto per le carte di pagamento associate ai conti corrente, restando il “concorrente” principale di Visa e Mastercard, per quanto riguarda i circuiti di pagamento. Con la chiusura di numerose filiali bancarie sul territorio italiano Bancomat ha ufficialmente comunicato che ha fatto una richiesta ufficiale all’Antitrust negli scorsi mesi per chiedere l’abrogazione della commissione interbancaria.

Bancomat, la comunicazione che sconvolge tutti: cosa succederà?

Si tratta dell’importo che viene fatto pagare all’utente quando si accinge a prelevare una qualsiasi somma ad uno sportello diverso dalla propria banca. Da anni, attraverso questa commissione, l’importo legato a quest’azione è fisso a 49 centesimi di euro, Bancomat invece ha chiesto l’abrogazione di questo limite in quanto l’importo non è sufficiente per coprire i costi bancari. L’idea  è quella di proporre una sorta di tariffazione flessibile decisa invece dai singoli gruppi bancari, anche se questo andrebbe indubbiamente a svantaggio delle banche “piccole” oppure quelle che non possono contare su una presenza fisica sul territorio.

Antitrust non si è ancora pronunciata in merito, e non lo farà prima della prossima fine di ottobre, ma se la proposta andrà incontro ad un parere positivo, le commissioni potrebbero aumentare sensibilmente, fino a 1,5 euro per singolo prelievo.

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