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Busta paga, aumenti in vista a Giugno: a chi spettano

Temuta, ma anche attesa: rappresenta “l’umore medio” dei dipendenti che aspettano lo stipendio, solitamente per la fine del mese. La busta paga, nota anche come cedolino è sostanzialmente il documento che fa da “resoconto” alla prestazione lavorativa ma è anche considerata come la “prova” di una prestazione lavorativa definita. Non si tratta di un qualcosa di fisso e sempre uguale, in quanto cambia molto da specifiche condizioni: datore di lavoro, tipologia di categoria professionale, anzianità lavorativa, solo per fare qualche esempio.

Viene modificata anche, nel senso più ampio del termine, dalle regolamentazioni dello stato, che ha ovviamente voce in capitolo in quanto a risorse da stanziare, anche sotto forma di bonus, e rinnovi contrattuali. Quali sono gli aumenti in vista del mese di giugno?

Busta paga, aumenti in vista a Giugno: ecco a chi spettano

Gli aumenti riguardano principalmente i dipendenti delle Funzioni Centrali, risultato del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale firmato la scorsa primavera che migliora la busta paga degli impiegati nei vari ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, come l’Inps, l’Inail o il Cnel.

A partire dal mese di giugno quindi chi è considerato “statale” percepirà un aumento variabile a seconda del tipo di professione e ruolo, a partire da 63 euro fino a 117 euro. Questi aumenti inizieranno ad arrivare con la prossima busta paga, ma per alcune categorie professionali questi saranno erogati sulla mensilità di luglio. Nello specifico:

  • Aumenti da 63 a 117 euro per i dipendenti delle funzioni centrali
  • Aumenti da 63 a 106 euro per i lavoratori del Cnel
  • Aumenti da 62,30 a 151,80 euro per i dipendenti pubblici dell’Enac, Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo
  • Aumenti da  63 a 194,46 euro, invece, spettano ai lavoratori dell’Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale

Sono stati già calcolati, per le medesime categorie professionali, gli arretrati relativi al rinnovo contrattuale, ufficializzato anche dal ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta, corrispondenti al triennio 2019-2021. Anche questi sono di importo variabile (si parla di cifre dai 1.300 euro a 2.600 euro) e saranno erogati sulla busta paga di luglio.

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