Attenzione, questi quadri di Michelangelo e Leonardo sono falsi: ecco quali!

In circolazione sono stati ritrovati dei quadri di Michelangelo e Leonardo per poi scoprire che erano falsi. Prima il pubblico dell’arte ha gridato di gioia alla notizia ma poi ha dovuto subito ritirare le sue urla di giubilo non appena si è scoperto l’inghippo. Si tratta di una storia vera ed è successo di recente nella zona del veronese in Veneto.

Tutto ha avuto inizio nel 2019 con un sequestro di quadri da parte del nucleo Tutela Patrimonio Artistico, una cellula della Polizia Statale dedicata alle opere di valore storico e culturale. Il 2019 è stato l’anno in cui in tutto il mondo si è festeggiato l’anniversario della morte del genio fiorentino Leonardo da Vinci. Per cui immaginiamo come l’evento sia stato potenziato dalla celebrazione.

Ma cosa è stato ritrovato? Il nucleo operativo ha rilevato nella refurtiva due quadri che hanno destato da subito interesse. Il primo pareva il “Ritratto di giovinetto aristocratico” attribuito a Leonardo da Vinci, l’altro il “Ritratto della santa Vergine” di Michelangelo Buonarroti. Il primo quadro raggiunge un valore stimato sui 350 milioni di euro, il secondo sui 100 milioni di euro.

L’uso del periodo ipotetico per i quadri falsi di Michelangelo e Leonardo

Finora abbiamo usato il periodo ipotetico per descrivere la vicenda. Nel giro di qualche tempo, infatti, con il sostegno della Procura di Verona che ha eseguito un’attenta indagine il quadro è stato ridimensionato. Gli esperti di arte hanno determinato che il quadro precedentemente attribuito da Leonardo da Vinci fosse in realtà un disegno eseguito nel 2014 da Michele Ghezzo, un padovano residente a Terrazzo.

L’altro disegno, il finto Michelangelo, fu disegnato da Maurizio Andreetto. Entrambe le “opere” furono poi conferite come capitale sociale a una S.R.L. di nome Cinzia Art. Il quadro del finto Leonardo fu poi venduto a una società di proprietà di Paolo Caron, un imprenditore nel paese padovano di Cittadella.

In sostanza, ci furono per questi quadri diversi passaggi che hanno insospettito gli inquirenti tanto da condannare i responsabili al reato di “contraffazione di opere d’arte”. Il disegnatore Ghezzo, però, impossibilitato a partecipare ai processi è stato esonerato dall’udienza ed è finito in prescrizione. L’unico colpevole è rimasto Caron che si dichiara estraneo ai fatti.

L’imprenditore ha dichiarato infatti di non essere a conoscenza della falsità del quadro e respinge ogni addebito, nonostante sia risultato che è entrato in possesso del quadro nel 2015. Il problema principale è quello di aver usato i quadri come capitale sociale di una società al fine di invogliare gli investitori, anche esteri, al programma finanziario.

I quadri sono falsi oppure no?

L’esame del dipinto di Leonardo non sembra appartenere alla collezione dell’artista. Tanto da non rientrare nemmeno nella produzione Quattrocentesca, riportando il quadro a un periodo più tardo. Stesso discorso per il quadro di Michelangelo in questione. Un secondo esame della Palladio, un’azienda che esegue analisi sui dipinti ed è considerata in ordine di importanza la seconda in Europa, confermerebbe che il quadro di Leonardo risale al tardo Quattrocento. Gli esperti attendo la valutazione di ottobre per risalire finalmente al rompicapo.