Busta paga, chi avrà meno soldi a Maggio? “Da non credere”

Poche cose sono desiderate ma anche “temute” come le buste paga, ossia il “resoconto” dello stipendio, requisito indispensabile per ogni lavoratore dipendente. Se ogni dipendente attende con un certo fremito l’arrivo dei cedolino, visto il contesto instabile in fatto di lavoro e insicurezze economiche. Lo stato, con il contributo del governo di turno può infatti sensibilmente mutare gli importi in merito a specifiche categorie di lavoratori, operando su bonus, agevolazioni, esenzioni ma anche maggiori trattenute. Cosa riserva la busta paga di maggio per i lavoratori italiani?

Busta paga, chi avrà meno soldi a Maggio? “Da non credere”

Un elemento che ha contribuito a ridurre sensibilmente gli importi delle buste paga di questo 2022 è sicuramente la modifica al trattamento integrativo 1.200 euro, conosciuto sopratutto come Bonus Renzi o Bonus 1000. Questo è stato confermato anche per il 2022 ma è stata ridotta la “forbice” di lavoratori che ne possono godere. Fino al 2021 infatti il Bonus spettava per tutti i lavoratori con reddito compreso tra i 28.000 euro e fino al limite massimo di 40.000 euro annui, mentre quest’anno il limite è di 15 mila euro fino i 28mila euro a patto che la somma delle detrazioni spettanti sia superiore all’imposta lorda.

Dallo scorso marzo sparse dalla busta paga qualsiasi forma di Assegno familiare, per chi ha figli minori o maggiorenni fino a 21 anni: ogni tipologia di assegno di questo tipo è stato infatti accorpato nell’Assegno Unico per Famiglie, che viene erogato tramite bonifico.

Alcune categorie tuttavia percepiranno qualcosa in più in questo mese di maggio, a causa delle tre festività durante il mese di aprile: Pasqua e la Festa della Liberazione sono nazionali, mentre Pasquetta è una festività infrasettimanale, ciò significa che per molti (ma non per tutti) i lavoratori spetta proprio per la festività non goduta. Testualmente infatti “qualora ricorra nel giorno di domenica, spetterà ai lavoratori stessi, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, anche una ulteriore retribuzione corrispondente all’aliquota giornaliera“. La festività non goduta conta quindi come giorno extra in busta paga.

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