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Canone Rai, ecco cosa succede a chi non paga: “attenzione”

Le tasse non piacciono a nessuno, ma rappresentano una formalità assolutamente indispensabile per “mandare avanti” uno stato efficiente, al netto delle disparità tra le classi sociali che in molti casi sono effettivamente riscontrabili. Generalmente le imposte più fastidiose sono quelle di importo più elevato, ma non solo: il Canone Rai rappresenta alla perfezione una  forma di obbligo di pagamento che non è stato mai digerito appieno dalla stragrande maggioranza della cittadinanza.

Tassa indigesta

Il Canone Rai infatti, nonostante il nome (utilizzato tra l’altro dalla stessa Rai e dallo Stato) è una imposta a tutti gli effetti e come tale risulta obbligatoria per tutti i cittadini che detengono un qualsiasi apparecchio televisivo, indifferentemente dal suo utilizzo. La regolamentazione originale, che risale addirittura a prima della seconda guerra mondiale, infatti è cambiata relativamente poco, e fa riferimento a qualsiasi apprecchio in grado di  “leggere” i segnali audiovisivi da cavo/antenna (per ora restano “esenti” altre forme di trasmissione, come lo streaming via internet). Il Canone Rai è stato più volte perfezionato e la versione più recente prevede una rateizzazione del canone (che attualmente costa 90 euro all’anno) in 10 rate da 9 euro l’una, risultando accorpato alla bolletta delle luce. Dal 2023 tuttavia la tassa televisiva tornerà ad essere scorporata, ossia pagabile in un’unica soluzione, come da accordi con l’Unione Europea, che non prevede l’unione dell’imposta ad altre fatture.

Canone Rai, ecco cosa succede a chi non paga: “attenzione”

Cosa succede se non si paga il Canone? Essendo una tassa, si incorre prima di tutto ad una multa, ossia una sanzione amministrativa di importo variabile ma che può arrivare ad essere fino a 6 volte l’importo annuo, oltre all’importo non pagato relativo al canone. Se ciò non avviene entro un tempo prestabilito (solitamente superiore ad un anno) il “non pagante” viene iscritto a ruolo e l’Agenzia delle Entrate sviluppa un fascicolo come per qualsiasi altra forma di tassa può configurarsi anche il pignoramento.

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