Conto corrente, non superare mai questa cifra: ecco perché

La stragrande maggioranza dei cittadini italiani oggigiorno possiede una forma di conto corrente, uno degli strumenti economici e finanziari più utilizzati e polivalenti in assoluto. Il conto corrente permette un cospicuo numero di operazioni molto diversificate e rispetto al passato la scelta per quanto riguarda le tipologie ed i costi risulta sensibilmente maggiore rispetto a pochi decenni fa.
Tuttavia il funzionamento del conto corrente resta lo stesso: questo permette di eseguire le tradizionali operazioni di prelievo, bonifico, versamento e assegni. Tuttavia bisogna stare attenti a non superare una determinata cifra per evitare di far “scattare” controlli.

Conto corrente, non superare mai questa cifra: ecco perché

Gli ultimi governi hanno infatti aumentato i controlli in merito a “movimenti” di denaro particolarmente alti “non giustificati” che in molti casi sono sintomo di operazioni illecite come riciclaggio di denaro. E’ bene sottolineare da subito che lo stato italiano non abbia sviluppato veri e propri limiti relativi all’importo dei bonifici se effettuati nell‘area Sepa, mentre la situazione cambia per i versamenti, pagamenti e qualsiasi altra forma di operazione che preveda l’uso di contanti. In questo caso i limiti sono stati modificati e “ritoccati” dai rispettivi governi a più riprese.

Per tutto il 2022 i privati cittadini non potranno effettuare operazioni con il denaro liquido per importi superiori a 2000 euro.

I professionisti e le società devono invece giustificare, in contabilità, tutti i prelievi che superano il limite di 1.000 euro giornalieri o comunque di 5.000 euro mensili. Se ciò non avviene, in tutti i casi sono state concepite delle multe anche piuttosto salate, dall’importo variabile, da 2000 fino a 50 mila euro.

In generale i limiti sul prelievo di contante dal conto corrente sono stabiliti dalle singole banche, in media si tratta di 500-1000 euro al giorno e 2000-3000 euro su base mensile. Tuttavia è possibile chiedere al proprio istituto di credito di ottenere una cifra superiore. Generalmente non “scattano” controlli per importi inferiori ai 10.000 euro al mese.

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