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Bancomat, fate attenzione a questa data: ecco cosa succederà

Il contesto del Bancomat è in subbuglio, senza alcun dubbio, anche perchè si trova in una particolare condizione storica che se da una parte “avvantaggia” i pagamenti elettronici, dall’altra “soffre” la sempre minor presenza dei dispositivi in grado di erogare denaro. Cosa succederà, quali sono le modifiche che faranno parte del nostro regolare modo di approcciare il denaro?

Diffusione

La parola Bancomat identifica l’omonimo consorzio ma anche il popolare circuito di pagamento estremente diffuso nel nostro paese. Ha rappresentato una delle primissime forme di pagamento elettronico tramite tessera nonchè uno dei primi strumenti che permettevano effettivamente di prelevare denaro liquido attraverso la già citata tessera, ecco perchè nel linguaggio comune “fare un bancomat” significa il più delle volte prelevare attraverso uno sportello ATM.

Bancomat, fate attenzione a questa data: ecco cosa succederà

E’ proprio la maggior diffusione della moneta elettronica a portare le banche a ridurre la presenza di filiali e ATM annessi sul terriotorio europeo, Italia compresa. Non è un caso infatti che ogni anno circa un migliaio di sportelli automatici risultino dismessi, principalmente perchè gli istituti di credito preferiscono con sempre maggior frequenza sfruttare l’home banking a causa dei costi di mantenimento delle filiali.

A tutto ciò va ad aggiungersi la tematica relativa ai limiti di prelievo che via via sono sempre più ridotti: attualmente qualsiasi prelievo o operazione economica presenta un limite di 2000 euro, che sarà dimezzato a partire dal 1° gennaio 2023. Alcune banche inoltre hanno già scelto di dismettere ogni forma di presenza fisica sul territorio come ha deciso di fare il gruppo ING (comprendente anche Conto Arancio) e altre banche estere che sono nativamente nate senza una presenza fisica come N26 risultano essere sempre più diffuse proprio perchè presentano costì particolarmente bassi.

Nelle prossime settimane l’Antitrust prenderà una decisione in merito alle commissioni di prelievo, attualmente bloccate a 49 centesimi per singole operazioni: queste infatti potrebbero aumentare fino a 1,5 proprio in virtù di una minore presenza di ATM.

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