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Allerta bancomat in tutta Italia: come si potrà prelevare adesso?

Il circuito Bancomat è stato uno dei primi in Italia ad avere una diffusione capillare, oltre uno degli “apripista” in fatto di pagamenti elettronici: a partire dagli anni 80 infatti ha permesso ai titolari di conti correnti di effettuare operazioni di prelievo, consultare il saldo/lista movimenti e tutta una serie di operazioni, la più famosa resta probabilmente la possibile di pagare direttamente con la tessera attraverso i POS di pagamento.

Anche se Bancomat è una società che gestisce il circuito omonimo, in Italia siamo soliti chiamare in questa maniera tutte le forme di pagamento elettronico: “fare un bancomat” è una frase che è divenuta molto famosa, e che solitamente significa “prelevare contanti”. Questa azione potrebbe presto diventare più difficile o comunque “più costosa” rispetto ad adesso. Perchè?

Allerta bancomat in tutta Italia: come si potrà prelevare adesso?

Principalmente perchè l’intero contesto dei pagamenti elettronici sta attraversando una fase di profondo cambiamento strutturale, cambiamento che arriva direttamente dalle banche: la maggior parte di quelle più tradizionali ed “antiche” già da tempo ha avviato una pratica di riduzione dei costi e ciò prevede sopratutto meno filiali sul territorio italiano. Meno Filiali significa anche meno ATM per effettuare operazioni, questi ultimi divenuti strumenti quasi esclusivamente al prelievo, visto che quasi tutte le altre operazioni possono essere effettuate in maniera autonoma con il proprio smartphone.

Meno ATM (nell’ultimo anno e mezzo oltre 2500 di questi strumenti sono stati dismessi in Italia) quindi meno possibilità di prelevare e probabili costi che aumentano in fase di prelievo. Se per i titolari delle banche il prelievo è gratuito, le commissioni interbancarie, che “scattano” al momento di un’operazione analoga presso altre banche, attualmente fissato a 49 centesimi, potrebbe concretamente subire un aumento anche considerevole. E’ stata la stessa società Bancomat SpA a fare richiesta di abrogazione di questa tariffa fissa in favore di una flessibile, decisa dalle singole banche, che potrebbe arrivare fino a 1,5 euro.

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