Conto corrente cointestato, ecco cosa si rischia: “attenzione”

In un contesto economico come quello attuale sempre più “dominato” dai pagamenti elettronici, anche il concetto di conto corrente ha subito più di qualche modifica per adattarsi ai tempi: rispetto al passato ottenerne uno è molto più semplice, essendo migliorata anche la fase “tecnica” della gestione di un conto. In tal senso il conto corrente cointestato rappresenta una realtà non così “recente” ma che non opportunamente utilizzato può effettivamente sviluppare problematiche anche serie. Vediamo di che tipo.

Di cosa si tratta?

E’ sostanzialmente la condivisione di uno specifico conto tra 2 o più soggetti, che condividono le varie operazioni di accredito, prelievo, addebito del conto sotto qualsiasi forma. Il nostro paese permette da molto tempo di ottenere un conto cointestato, è possibile crearlo “da zero” oppure convertire un conto tradizionale sotto questa forma.

Nel nostro paese sono permesse due forme di conto cointestato, quello a firma congiunta o a firma disgiunta. Quest’ultima è quella più “libera”, visto che prevede una libertà completa da parte dei cointestatari, che possono eseguire qualsiasi forma di operazione senza “interpellare” gli altri cointestatari. La forma congiunta al contrario è quella più stringente, in quanto prevede la necessità di una firma di consenso di tutti i titolari per effettuare le operazioni.

Conto corrente cointestato, ecco cosa si rischia: “attenzione”

La cassazione si è recentemente pronunciata in merito ad effettivi problemi di tassazione e dichiarazione del denaro su un conto cointestato. Se vi sono due cointestatari il denaro è considerato  in comproprietà tra tutti i cointestatari, in parti uguali, quindi se uno dei cointestatari non paga le tasse oppure effettua qualsiasi operazione “poco ortodossa” è anche la controparte ad esserne responsabile, anche se magari non è a conoscenza delle irregolarità. Risulta anche molto complicato provare la propria estranietà in tal senso.

Lo stesso discorso si applica anche qualora uno dei cointestatari decida di effettuare prelievi in quantità eccessiva, quindi superando il limite di cui abbiamo già discusso.

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