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Allerta per i conti corrente, cosa sta succedendo? Attenzione

Rispetto a pochi decenni fa, il conto corrente, pur avendo mantenuto praticamente invariate le proprie funzioni in quanto strumento di gestione del denaro e risparmio, ha trovato nuova diffusione anche presso l’utenza che un tempo non considerava vantaggiosoo diventare correntista. Grazie sopratutto alla diffusione della digitalizzazione e del concetto di home banking, che prevede la gestione del conto tramite il proprio smartphone o computer, anche a fronte di politiche sempre più stringenti nei confronti del contante. Tuttavia questi cambiamenti non sono esclusivamente positivi, o almeno non per tutti. Cosa sta succedendo, nel dettaglio?

Conto in evoluzione

Da oramai diversi anni i governi di tutta Europa “spingono” sempre con maggior insistenza verso l’adozione della moneta elettronica, favorendo quindi l’operato di banche ed altre realtà in grado di fornire alla cittadinanza dei servizi analoghi. La struttura dei conti corrente è diventata sempre più controllabile e gestibile via telematica, ed essendo gli istututi di credito con sempre maggior frequenza parte di strutture societarie complicate, sono tendenzialmente sempre più influenzati sia dall’operato del governo che dalle problematiche di politica internazionale.

Un esempio è dato dalla situazione di guerra in Ucraina, che come abbiamo già osservato, come tutti i conflitti armati non si svolge solo sul campo ma anche nell’ambito delle economie, basti pensare alle sanzioni. Chi ha un conto corrente europeo non corre alcun rischio grazie alle tutele da parte del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

Allerta per i conti corrente, cosa sta succedendo? Attenzione

Ritornando al nostro paese, le banche, in “associazione” con lo stato italiano ha deciso di aumentare i controlli così da arginare o quantomeno limitare le transazioni “sospette”. Questo non significa che l’Agenzia delle Entrate controlla ogni conto corrente ma le banche sono tenute ad avvisare lo stato ad esempio a fronte di fondi che arrivano dall’estero, in particolar modo da paesi che non fanno parte dell’UE, e sopratutto se si tratta di importi superiori ai 15 mila euro. In questo caso scattano dei controlli veri e propri che portano a “chiedere spiegazioni” direttamente al correntista in merito alla natura di queste entrate.

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