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Arricchirsi con un terreno abbandonato: ecco la guida completa

Praticamente ogni investimento nasce con la basilare intenzione di far arricchire il “proprietario” dello stesso, ed anche un investimento che sembra praticamente sicuro o comunque molto affidabile può andare incontro a problematiche a volte anche difficili da prevedere al netto delle proprie capacità organizzative. Anche nel nostro paese spesso leggiamo o osserviamo in prima persona il “fenomeno” del terreno abbandonato che più di ogni altra cosa evidenzia una condizione di crisi di un’investimento o di un’azienda.

Arricchirsi con un terreno abbandonato: ecco la guida completa

E’ possibile guadagnare da un terreno abbandonato? Sicuramente si, ma come ogni forma di investimento che prevede una riqualificazione non è sicuramente qualcosa da prendere alla leggera ma che va adeguatamente programmato.

Non conviene focalizzarsi sul tipo di investimento senza considerare ciò che invece sarebbe opportuno. In sostanza, la tipologia di terreno, la sua locazione e tanti altri fattori ambientali rendono una porzione di terra più adatta di altre ad essere riqualificata ed utilizzata. Territori fuori città quindi sono maggiormente indicati a ospitare coltivazioni e allevamenti, ma anche una forma di fattoria didattica, particolarmente remunerativa negli ultimi anni, mentre locazioni più vicine ai contesti urbani risultano essere migliori per adibire il terreno a campo sportivo (calcetto, tennis, padel, pista di go-kart e simili).

E’ opportuno non sovrastimare le proprie capacità e aspettative, magari facendosi aiutare da un esperto in fatto di terreno se lo vogliamo coltivarlo (in questo caso, spicca la figura dell’agronomo). Risulta particolarmente vantaggioso puntare su investimenti a lungo termine, quindi coltivazioni di prodotti “di nicchia” ma molto in voga come il ginseng, le bacche di goji ma anche il bambù, oppure l’allevamento di lumache che sono utilizzate anche in ambiti cosmetici oltre a quelli gastronomici.

Terreni oramai dismessi ed abbandonati da tempo possono essere tendenzialmente utilizzati in modo “gratuito”, anche se è opportuno chiedere informazioni al relativo comune: questo potrebbe diventare nostro dopo 10 anni di utilizzo se nessuno nel frattempo ne reclama la proprietà, attraverso l’usucapione.

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