terreno in disuso

Guadagnare una fortuna con un terreno in disuso: ecco la guida

Un investimento corretto può celarsi anche in qualcosa di apparentemente inutile e non conveniente, mentre al contrario imprese un tempo estremamente floride in tempi incredibilmente possono cadere “in disgrazia”. I fattori sono innumerevoli e solitamente di difficile comprensione anche per i più esperti, ma sopratutto in caso di beni immobili e terreni è spesso possibile approfittare di una condizione di crisi per trovare nuovi sbocchi professionali ed economici. E’ possibile trarre guadagno da un terreno in disuso?

Guadagnare una fortuna con un terreno in disuso: ecco la guida

Assolutamente si, anche se bisogna tenere in considerazione vari fattori:

  • Il costo (eventuale, come vedremo a breve) del terreno.
  • La locazione ed il collegamento ai centri urbani.
  • La possibilità ed il costo di investimento.

Il costo è eventuale perchè sono in molti i proprietari che, sopratutto in caso di terreno dismesso da anni, non vedono l’ora di disfarsene e oltre a garantire un prezzo estremamente vantaggioso in tal senso, può addirittura scegliere di donarlo. Se siamo di fronte ad un terreno non riscattato è possibile semplicemente utilizzarlo, e se dopo 10 anni nessuno ne reclama la proprietà questo diventa nostro per usucapione.

A seconda delle nostre intenzioni ma sopratutto delle possibilità del terreno (che può essere più o meno adatto alla coltivazione o all’allevamento di animali) è essenziale ricordare che se vogliamo convertirlo ad un campo sportivo invece che sfruttarlo come “base agricola”, è meglio che sia ben collegato. Un terreno atto alla coltivazione/allevamento non deve essere ad esempio troppo ventoso e troppo vicino ai centri urbani.

In ultimo, bisogna ricordarsi di avere pazienza e delegare il giusto budget al terreno, non aspettandosi risultati immediati e non rifiutando eventuali “aiuti” da parte di chi è più volenteroso e smaliziato di noi. Essenziale anche non andare incontro a progetti troppo ambiziosi da subito e di ricordarsi che siamo noi a dover diventare “flessibili”. Non è quasi mai conveniente andare incontro a progetti che non sono realizzabili solo perchè ci piacciono.

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