terreno abbandonato

Arricchirsi con un terreno abbandonato è possibile: ecco il trucco

In maniera piuttosto generica, fin dai tempi antichissimi chi ha voglia di investire su risorse e beni durevoli, tende a farlo in immobili e territori: le pratiche di acquisizione e sfruttamento del terreno sono molto diverse rispetto al passato, ma non sempre si rivelano essere particolarmente remunerative, sopratutto in periodi di crisi. Non è infatti raro al giorno d’oggi assistere a terreni oramai dismessi ed inutilizzati per le motivazioni più differenti. E’ possibile arricchirsi sfruttando un terreno abbandonato?

Arricchirsi con un terreno abbandonato è possibile: ecco il trucco

La risposta può essere sicuramente si, anche se trattandosi di una tematica estremamente variegata, bisogna considerare diversi fattori: è vero che i terreni abbandonati spesso costituiscono un “peso” per i proprietari, e possono magari scegliere di donarlo o cederlo a prezzi favorevoli, ma è anche possibile prendere in “affitto” un territorio, sfruttando ad esempio l‘usufrutto, oppure l’usucapione. Questo meccanismo permette di diventare proprietari di un apprezzamento di terreno non utilizzato se nessuno in 20 anni ne reclama la proprietà.

Bisogna tenere in considerazione anche i fattori logistici ed ambientali ma le idee sono parecchie, sopratutto se inerenti a mercati in crescita: per fare qualche esempio pratico, è particolarmente in voga la coltivazione di prodotti “esotici”, come le bacce di goji, il bambu, il ginseng, ma se non intendiamo “sporcarci le mani” possiamo sempre concedere in affitto il nostro apprezzamento di terra.

Se il terreno non è adatto alla coltivazione si può sempre optare per altre forme di guadagno, dietro un opportuno investimento, s’intende: optare per l’apicoltura con l’acquisto di arnie e di api adibite alla produzione di miele rappresenta un’eccellente idea se il terreno si trova ad esempio fuori città. Interessante anche l’idea di adattare un proprio territorio a “mansioni sportive”: campi da calcetto, da tennis, padel o simili non necessitano investimenti assurdi ed aree troppo vaste per essere concretizzati.

L’importante è valutare ogni fattore relativo al calcolo “costi-benefici” di un investimento.

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