banconota

Attenzione a questa banconota: se ce l’hai sei ricco [FOTO]

Le banconote hanno avuto difficoltà ad affermarsi con costanza nel tessuto sociale ed economico: i primi esemplari di banconote risalgono a circa un millennio fa, sviluppate nella Cina medievale durante la dinastia Song. Questi esemplari servivano per dimostrare il possedimento di una certa quantità di oro e altri metalli preziosi.

Anche durante l’impero Yuan, ossia quello di influenza mongola, le banconote erano discretamente comuni  all’interno dei territori sotto l’influenza imperiale, mentre in Europa la diffusione non iniziò prima del Settecento, in concomitanza con l’istituizione delle prime banche.

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Le banconote italiane hanno rappresentato l’eccellenza dal punto di vista grafico e stilistico: moltissimi esemplari sono ancora oggi riconoscibilissimi a distanza di 20 anni dalla dismissione della lira. Un esempio è dato da una banconota un tempo molto comune come la 2000 lire, in particolare “l’ultima” versione, con il volto di Guglielmo Marconi, storico inventore italiano che ha avuto un’importantissima influenza nell’ambito delle comunicazioni senza fili come il radiotelegrafo, gettando le basi di quella che sarà poi la radio.

La 2000 lire Marconi può valere molto, sopratutto se siamo in possesso di esemplari molto specifici, riconoscibili dal numero di serie: la banconota è stata stampata dal 1990 al 1992 ma è stata utilizzata fino al 2002. Quelle che fanno parte della prima serie sono riconoscibili per seriale che inizia per AA e termina con una A, e possono valere fino a 40 euro se in eccellenti condizioni.

Le più interessanti sono le sostitutive, stampate in numero sensibilmente minore, proprio per prendere il posto degli esemplari rovinati. In particolare sono le banconote che iniziano per XB, se in condizioni fior di stampa possono valere fino 70 euro.

Le banconote con il seriale “consecutivo”, ossia che riporta la medesima cifra, possono invece essere valutate oltre i 350 euro.

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