terreno abbandonato

Come diventare ricchi con un terreno abbandonato: ecco la guida

Chi ha iniziativa “va avanti” nella vita, una frase indubbiamente semplicistica e limitante ma che non è tuttavia così lontana dalla verità. Un esempio recente e tutt’ora calzante è sicuramente l’iniziativa delle case a 1 euro, di cui abbiamo discusso anche in tempi recenti, una sorta di operazione di riqualifica di immobili e anche del territorio concepito da un singolo, piccolo comune per poi aver trovato seguito nel resto d’Italia. Un terreno abbandonato è un “effetto collaterale” ma può garantire un buon investimento.

Durante i periodi di crisi anche terreni un tempo fruttuosi sono soliti andare incontro ad uno stato di abbandono, terreni che possono rivelarsi ottime capacità da cogliere, in molti casi.

Come diventare ricchi con un terreno abbandonato: ecco la guida

Prima di tutto è ovvio ma non così scontato nella modalità individuare il terreno giusto: come facilmente intuibile bisogna acquisire la proprietà dello stesso o quantomeno ottenere i diritti di utilizzo per poterlo utilizzare senza ripercussioni legali. Un terreno può essere regolarmente venduto, può essere donato o anche essere soggetto di testamento.

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Bisogna preventivamente informarsi su eventuali danni, causati da incendi, incidenti di varia natura e altre peculiarità che possono portare il venditore di turno ad abbassare il prezzo. E’ anche possibile far “uso” dell’usucapione, ossia ottenere la proprietà di un terreno non rivendicato utilizzandolo per almeno 20 anni.

Una volta acquisito il terreno, bisogna valutare con attenzione cosa farne: non sempre questo può rivelarsi utile per la coltivazione tradizionale ma può essere sfruttato per:

  • Terreno sportivo, ad esempio campo da padel, tennis, calcetto o qualsiasi altra forma di sport all’aria aperta che non richiede una porzione territoriale troppo estesa.
  • Se il terreno non è “compatibile” ad un utilizzo agricolo tradizionale, può essere facilmente riconvertito per adibire un allevamento di lumache oppure un’arnia: le prime sono particolarmente utilizzate nel contesto gastronomico ma anche nel campo della cosmetica, mentre arnie da miele sono particolarmente in voga in questi ultimi anni.