“Non usare la Postepay online!”: ecco l’avviso che spaventa tutti

La Postepay è indubbiamente la carta prepagata di maggiore diffusione ed utilizzo nel nostro paese, pur avendo esordito sul mercato quasi 20 anni fa nella sua prima versione, la Standard, successivamente affiancata da altre tipologie, più o meno concepite per categorie di utilizzatori.

Essendo così diffusa (ad oggi quasi 1/3 degli acquisti online risulta “pagato” con una delle suddette prepagate), nel corso degli anni Poste Italiane ha dovuto aumentare i livelli di protezione in fase di acquisto delle proprie carte di pagamento: con sempre maggior frequenza, sopratutto se utilizzate da una platea di persone meno smaliziate in fatto di tecnologia, le Postepay sono state utilizzate come strumento per adempiere a varie tipologie di truffa.

“Non usare la Postepay online!”: ecco l’avviso che spaventa tutti

Oltre al già conosciuto phishing, ossia la tipologia di raggiro che condiziona anche gli utilizzatori di altre tipologie di carte/bancomat, questo trova anche una differenziazione importante in altri contesti come quello prettamente social. Piattaforme utilizzatissime come Facebook e Whatsapp, nonostante sempre più sicure non sono naturalmente concepite per contrastare con efficacia completa eventuali raggiri di questo tipo.

Nonostante l’implementazione del sistema 3-D Secure, attraverso il sistema di Sicurezza Web, non esiste il sistema perfetto al 100 %: Whatsapp e Telegram sono piattaforme utilizzate per la vendita di oggetti ma c’è il rischio raggiro quando è pronto a palesarsi un venditore (o presunto tale) interessato in un nostro oggetto si viene a conoscenza che il “compratore” in qualche paese lontano e isolato, e solitamente e si viene invitati a mandare la fotocopia della propria carta d’identità e della propria carta PostePay.

Anche con i più recenti sistemi di “difesa” infatti è assolutamente possibile avere accesso ai nostri dati e alle nostre finanze, quindi bisogna assolutamente evitare di “divulgare” informazioni strettamente personali in giro per il web, sopratutto se c’è una certa “insistenza” dalla controparte.