20 euro €20

Attenzione alle banconote da 20 euro: se c’è questo segno significa che…

Dal 2002 in Italia, come nella maggior parte del resto d’Europa, hanno iniziato a circolare numerose banconote di taglio e foggia complemente differenti rispetto alle vecchie e conosciute lire. Tra le banconote oggi più conosciute nonchè più contraffatte spicca indubbiamente quella da 20 euro, riconoscibile per il colore blu/azzurro e per avere un potere d’acquisto “medio”.

I 20 euro, attualmente in circolazione in 25 paesi (23 appartenenti all’eurozona, 19 membri e 4 microstati convenzionati all’uso dell’euro), costituiscono infatti oltre un terzo di tutti gli esemplari falsificati nell’ultima decade.

Taglio comune

Come tutte le altre banconote dell’euro, anche la 20 euro presenta un design condiviso da tutti i paesi utilizzatori: si notano raffigurazioni di stile gotico (13°-14° secolo) in tutte e due le versioni. Esattamente come ogni forma di emissione cartacea infatti anche i 20 euro hanno subito un più che discreto restyling a partire dal 2015, quando la Banca Centrale Europea ha autorizzato la produzione e la diffusione delle banconote della serie Europa, ossia quelle oggi più comunemente utilizzate.

Attenzione alle banconote da 20 euro: se c’è questo segno significa che…

I 20 euro condividono con tutti gli altri “tagli” una riconoscibilità relativa alla rarità che è direttamente proporzionata al codice seriale: se questo presenta poche cifre, ad esempio solo 2 o 3 il valore nominale raddoppia o triplica, mentre se sono effettivamente tutti uguali, la banconota può valere anche 10 volte il valore nominale.

Le banconote più interessanti sono tuttavia le Specimen, riconoscibili per una vistosa scritta presente su ambo i lati, collocata trasversalmente. Si tratta di una forma di emissione particolarmente rara, destinata a personalità molto importanti e al presidente stesso della Banca Centrale Europea: uno di questi esemplari  da 20 ero può essere valutata fra i 1.200 e i 2.000 euro