Pensione, novità pazzesca: ecco cosa succede il prossimo Aprile

Il mese di aprile presenta spesso diverse novità in fatto di pensioni, in particolare relative a possibili aumenti di importi ma non solo: negli ultimi due anni ogni forma di pensione è stata regolamentata in modo anticipato, per evitare gli assembramenti dovuti allo stato di emergenza, che tuttavia perdurerà fino al 31 marzo 2022.

Pensione, novità pazzesca: ecco cosa succede il prossimo Aprile

Dopo quasi due anni quindi il sistema di erogazione della pensione anticipato, che ha tenuto conto della lettera iniziale del mese del pensionato, non dovrebbe più essere confermato, e salvo nuove comunicazioni, le pensioni di aprile saranno pagate il primo giorno lavorativo del mese anche se diverse indiscrezioni riportano una misura strutturale, cioè definitiva, dei pagamenti erogato nell’ultima settimana del giorno precedente, tenendo conto sempre dell’iniziale del cognome.

Decisamente più sicuro, anche se apparentemente molto leggero, l’incremento dello 0,1 % sulle pensioni di aprile rispetto ai primi mesi del 2022, frutto di un ricalcolo della perequazione. La perequazione è una sorta di “riequilibratura” usata per adeguare le pensioni all’inflazione rivalutando i trattamenti pensionistici. A causa dell’inflazione si riduce progressivamente la perdita di acquisto del denaro, e questo porta a sensibili aumenti di stipendi e pensioni.

pensioni marzo aprile pensione

L’incremento dell’importo pensionistico rispetto al 2021 è stato del 1,6 % per i primi mesi dell’anno, ma da aprile questo sarà dell’1,7 %.

Sensibili aumenti da tenere in conto anche a causa di una meno “soffocante” tassazione IRPEF, anche se questa si applica solo a specifiche fasce di reddito. Le aliquote IRPEF sono state infatti riorganizzate come segue:

23% per redditi e pensioni fino 15mila euro

25% per redditi e pensioni sopra i 15 mila ma sotto i 28mila euro

35% per per redditi e pensioni sopra i 28 mila ma sotto 50mila euro

43% per per redditi e pensioni sopra i 50 mila euro.

Anche per le pensioni quindi si passa dal 27% al 25% per la seconda aliquota, dal 38% al 35% per la terza aliquota e infine i redditi superiori a 50.000 euro vengono tassati al 43%.