Postepay, adesso è veramente addio: non potrai più fare questa operazione

Tra le carte prepagate più diffuse anche culturalmente nel nostro paese spicca la Postepay, da anni distribuita ed utilizzata in varie versioni oltre a quella standard, che ha esordito nel 2003. Le prime decadi del 21° secolo sono state contraddistinte da un utilizzo sempre maggiore di moneta elettronica, ed ancora oggi quasi un terzo degli acquisti online viene effettuato proprio da una Postepay.

I segreti del successo e della diffusione di queste tessere sono vari, uno su tutti la semplicità di ottenimento ed utilizzo, nonchè di ricarica, visto che è possibile facilmente effettuare queste operazioni attraverso gli uffici postali ma anche con le ricevitorie adibite Sisal.

Postepay, adesso è veramente addio: non potrai più fare questa operazione

Il successo ha trovato seguito fino ad oggi anche a causa di una serie di funzioni che i prodotti Postepay hanno ricevuto nell’ultima decade, alcuni “fissi” ed utilizzabili ancora oggi, come la possibilità di inviare denaro presso i contatti presenti in rubrica attraverso l’applicazione ufficiale, la possibilità di effettuare ricariche e pagare bollettini, mentre altre iniziative sono “a scadenza” e sono state spesso realizzate in contesti specifici.

Un esempio è dato dal Postepay Cashback, sviluppato non molto dopo il Cashback di Stato, una forma di “incentivo” sviluppato originariamente dal Governo Conte II per incentivare i pagamenti elettronici con carte e bancomat.

Poste Italiane ha deciso di fare altrettanto realizzando una forma di “rimborso”, inizialmente pari a 1 euro ogni 10 euro spesi (con un limite di 10 euro di Cashback giornalmente) ottenibile in fase di pagamento con una Postepay, presso gli esercenti che aderiscono all’iniziativa. Per tutto il mese di marzo 2022 risulta ancora più conveniente:  fino al 31 marzo è possibile ricevere 3 euro di cashback per ogni transazione con Codice Postepay di almeno 10 euro nei punti vendita aderenti all’iniziativa, per un massimo di 15 euro giornalieri.

L’iniziativa non è stata tuttavia ulteriormente prorogata oltre il mese di marzo.