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Prelievi al Bancomat, da Marzo cambia tutto: ecco per chi

Le prime due decadi del 21° secolo sono state contraddistinte da sostanziali cambiamenti economici e sociali, come la crisi del 2008, l’arrivo delle criptovalute nei contesti e l’imposizione nei mercati di nazioni emergenti. Essendo oramai il nostro un mondo globalizzato, le tendenze economiche tendono ad essere condivise da nazioni intere, come la diffusione sempre maggiore di utilizzare strumenti di pagamento elettronici, come bonifici, carte e bancomat.

Circuito diffuso

Nel nostro paese il circuito Bancomat ha rappresentato una delle prime tipologie di pagamento e gestione del denaro tramite tessera magnetica: a partire dal 1983 i titolari di conto corrente hanno avuto a disposizione questo circuito, utilizzabile dapprima solo per prelevare contanti presso gli sportelli adibiti e dal 1986 anche per pagare direttamente attraverso l’utilizzo di POS.

A partire dagli anni 90 del 20° secolo questa forma di pagamento/gestione del denaro è divenuta così popolare che “fare un bancomat” ha assunto il significato di “fare un prelievo”, anche se non si fa uso Bancomat nello specifica dato che il termine fa riferimento in maniera generica a qualsiasi forma di tessera adibita ai pagamenti elettronici.

Prelievi al Bancomat, da Marzo cambia tutto: ecco per chi

Bancomat ha saputo adattarsi ai contesti moderni in fatto di gestione del denaro, pur restando legata a conti bancari: ad oggi esistono BANCOMAT, PagoBANCOMAT e BANCOMAT Pay, che rispettivamente sono i servizi di prelievo tramite ATM compatibili, il pagamento di beni e servizi attraverso i POS di pagamento e la apossibilità di pagare in maniera istantanea attraverso l’applicazione ufficiale. Anche Bancomat sta palesando le naturali difficoltà relative ad un numero sempre più ridotto di filiali e ATM, a causa di un sempre maggiore utilizzo della moneta elettronica e dell’home banking. Di contro la soglia dei prelievi giornalieri e mensili è stata ridotta in maniera sempre più importante proprio per favorire il maggiore utilizzo di moneta elettronica.

Il calo delle filiali ha causato anche un “buco” nelle entrate degli istituti di credito ecco perchè da qualche anno inizia a farsi sempre più insistente il tema di un aumento delle commissioni applicate ai prelievi. Da anni viene applicata quella che viene definita commissione interbancaria quella che viene applicata in fase di prelievo se l’ATM utilizzato non appartiene alla stessa banca dell’utilizzatore, che attualmente è fissa a 49 centesimi di euro, importo che viene “devoluto” all’istituto bancario, non sufficiente per Bancomat SpA che ha ufficialmente chiesto l’eliminazione della commissione interbancaria, proponendo alle singole banche di decidere l’importo della commissione.

In sostanza la proposta di Bancomat permetterà, se confermata, dalla banca proprietaria dello sportello automatico in cui viene effettuata l’operazione e non quella del titolare. Ciò sarebbe un vantaggio per le banche più diffuse e “potenti”, ma penalizzerebbe quelle emergenti, che non possono contare su una capillare diffusione dei propri ATM, mentre quelle online sarebbero praticamente costrette ad alzare bandiera bianca, visto che in molti casi non hanno a disposizione ATM sul suolo nazionale.

Nel concreto, ciò porterebbe ad un limite di commissione più elevato (si parla di circa 1,50 euro) anche se la proposta deve essere ancora vagliata da Altoconsumo, e che anche se confermata, difficilmente verrà applicata in tempi brevi.