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Attenzione, ecco cosa succede se ti scade il Bancomat: “Pazzesco!”

Il termine Bancomat ha iniziato a diffondersi a partire dagli anni 80 del secolo scorso, essendo ufficialmente la nomenclatura che identifica un circuito di pagamento ad oggi tra i più diffusi del nostro paese.

Con questo termine vengono spesso associate operazioni come il prelievo di contante ed il pagamento telematico attraverso sportelli ATM e POS adibiti al pagamento anche se non fanno parte del medesimo circuito.

Storia

Bancomat esiste dal 1983, anno in cui fu resa disponibile la prima versione di questa forma di tessera magnetica, inizialmente utilizzabile esclusivamente per il prelievo di contante presso qualsiasi ATM compatibile nel paese, e dal 1986 utilizzabile anche attraverso i POS. Nel corso degli anni il termine Bancomat ha assunto una connotazione generica, identificando queste operazioni anche slegate dal circuito stesso come Visa e Mastercard.

Le carte Bancomat hanno acquisito funzionalità sempre maggiori come il servizio Bancomat Pay che permette il passaggio di denaro attraverso due utenti utilizzando i numeri della rubrica presnete nello smartphone.

Attenzione, ecco cosa succede se ti scade il Bancomat: “Pazzesco!”

Come quasi tutte le tessere adibite ai servizi legati al denaro, anche le carte Bancomat hanno una scadenza, solitamente a 5 anni dall’emissione. Trattandosi nello specifico di carte di debito collegate a conti correnti, nella maggior parte dei casi è l’istituto di credito che si prodiga ad avvisare l’utente della scadenza, solitamente con qualche mese di anticipo.

Una carta Bancomat scade ufficialmente, e diventa quindi inutilizzabile a partire dal primo giorno successivo al mese riportato sulla tessera: quindi una carta che ha la scadenza 04/2022 sarà utilizzabile fino all’ultimo giorno di aprile del 2022, per poi disattivarsi in automatico a partire dal giorno successivo.

Generalmente l’attivazione di un nuovo bancomat provoca l’inutilizzo di quello precedente, anche se ancora valido. Nella maggior parte dei casi questa operazione è gratuita oppure ha costi non così elevati (si parla al massimo di 10 o 15 euro).