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“Non puoi prelevare più di…”: pazzesco, ecco cosa succede

Le abitudini giornaliere, anche quelle relative al denaro, sono per forza di cose portate a mutare in maniera più o meno graduale, a causa delle dei cambiamenti politici e sociali: in molti se ne sono accorti da tempo, mentre per altri il processo è meno percepibile.

Moneta elettronica

Un esempio è costituito dalla sempre maggiore importanza della moneta elettronica nella vita di tutti i giorni, solitamente associata a carte e bancomat ma che da tempo si è diffusa anche sotto altre forme di pagamento, come i bonifici, sempre più differenziati. Le motivazioni sono fortemente legate a ragioni praticità ma sopratutto alla sicurezza dei trasferimenti di denaro che devono essere visionati ed opportunamente regolarizzati dallo stato.

“Non puoi prelevare più di…”: pazzesco, ecco cosa succede

Con la maggior diffusione di moneta elettronica al posto del contante cambiano anche le politiche che per l’appunto “incentivano” l’utilizzo di metodi di pagamento completamente tracciabili, considerati più sicuri rispetto al denaro “liquido” che per natura è maggiormente “volatile” e spesso viene utilizzato per favorire attività illecite ed il lavoro nero.

Questa tendenza è piuttosto evidente anche dai Bonus sviluppati dall’esecutivo, come il famoso Cashback di Stato, oggi convertito in Bonus Bancomat, ma anche dal più recente obbligo di POS per i pagamenti presso gli esercenti, obbligo che è divenuto tale a partire dal 2022.

Non si tratta dell’unico grosso cambiamento, visto che anche in fase di prelievo i limiti sono stati ridotti da 1999,99 euro a 999,99 euro al giorno, che rappresenta la soglia massima, anche per quanto riguarda qualsiasi tipo di transazione economica/pagamento, mentre il limite mensile in fase di prelievo per i privati solitamente non è superiore ai 10 mila euro mensili, anche se si tratta di una soglia che cambia a seconda dell’istituto di credito. Qualsiasi operazione economica effettuata con i contanti oltre questo limite può far “scattare” controlli da parte dell’UIF, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia che vigila sulla natura delle transazioni.