Monete rare, se hai queste 5 Lire sei ricco: ecco quali

La storia delle monete e banconote seguono in maniera parallela e spesso fortemente associata, quella dei paesi di appartenenza, e ciò costituisce una delle principali ragioni che portano i collezionisti a provare interesse presso le valute monetarie.

Il termine stesso di numismatica infatti ha significato di studio ed analisi delle valute, ma spesso è associato anche all’ambito del collezionismo, che continua ad affascinare un numero molto importante di persone, a partire dai comuni cittadini. La lira italiana ad esempio viene particolarmente apprezzata dai numismatici perchè emissioni un tempo comuni come la 5 lire possono dare grandi soddisfazioni.

Riduzione di valore

La 5 lire ha rappresentato una moneta dal più che discreto potere d’acquisto per diverse decadi fino alla forte svalutazione della moneta, che nel corso del 20° secolo è stata causata anche dai conflitti mondiali. A partire dalla proclamazione della repubblica, nel 1946, anche questa emissione fu completamente modificata e resa comune, realizzata in Italma, una lega metallica basata sull’alluminio anzichè in argento.

La 5 lire rappresenta una delle monete più diffuse negli anni del boom economico mentre la diffusione ha iniziato a ridursi dagli anni 80, a causa di una costante inflazione.

Monete rare, se hai queste 5 Lire sei ricco: ecco quali

Nel corso degli anni la Repubblica Italiana ha sviluppato due tipologie di moneta da 5 lire, le Uva e le Delfino, le prime dal 1946 al 1950, e le seconde dal 1951 fino al 2001.

La prima è contraddistinta da un vistoso grappolo d’uva su uno dei due lati, è molto interessante dal punto di vista collezionistico. Gli esemplari più rari sono quelli del 1946, che possono valere dai 150 euro fino a oltre 1200 se in condizioni Fior di Conio, mentre i secondi sono ancora più introvabili, data la tiratura molto limitata (16 mila pezzi), e ciò si traduce in un valore massimo di oltre 1600 euro.

5 lire uva

La 5 lire Delfino è molto più diffusa e tendenzialmente meno “danarosa” della Uva, ma gli esemplari realizzati nel 1956 furono solo 400.000, quasi niente rispetto alle tirature precedenti. In quell’anno infatti la 5 lire fu temporaneamente dismessa per un decennio.

Una moneta da 5 lire del 1956 in buone condizioni vale dai 50 ai 150 euro, ma la valutazione cresce con il migliorare dello stato di conservazione, fino a superare agevolmente i 2000 euro per una Fior di Conio, che all’asta può essere venduta per oltre 3500 euro.

5 lire delfino