Prelievi al Bancomat bloccati per una settimana: cosa sta succedendo?

Con il termine Bancomat si fa solitamente riferimento ad ogni forma di strumento elettronico adibito ai pagamenti tramite carta e al prelievo di contante attraverso gli sportelli ATM. Nonostante con questa parola si fa più correttamente riferimento al circuito omonimo, spesso anche l’azione del prelievo viene definita con “fare un bancomat”.

Politiche Cashless

La sempre maggiore diffusione della moneta elettronica è anche la causa di politiche sviluppate per ridurre la circolazione del contante, da sempre ritenuto eccessivamente “volatile” e poco tracciabile anche dal punto di vista fiscale; un adeguato avanzamento tecnologico ha velocizzato questo cambiamento che è tutt’ora in atto.

Il ruolo degli sportelli automatici ATM è divenuto sempre più importante anche se questi strumenti sono sempre meno diffusi: quest’aspetto, apparentemente paradossale, rientra nell’ottica della politica cashless seguita da gran parte degli stati europei, che prevedono anche un maggiore automatismo dal punto di vista della gestione del proprio conto bancario che è meno dipendente dalle filiali.

Prelievi al Bancomat bloccati per una settimana: cosa sta succedendo?

I prelievi rappresentano spesso l’unica eventualità che porta il cittadino a recarsi presso uno sportello automatico. Solitamente un blocco al prelievo, che rende impossibile l’operazione, è sintomo di qualche sorta di problematica legata allo sportello stesso, ma può anche essere sintomo di irregolarità legate al conto corrente, come lo “scoperto”, ossia il conto in negativo, ma anche per la presenza costante di debiti.

Un blocco dei prelievi di una settimana o più spesso è causato dal raggiungimento del limite mensile della propria banca, che nella maggior parte dei casi non è superiore a 10.000 euro, limite che può differire anche per tipologia di conto in possesso, mentre per i privati il limite di pagamenti e transazioni di denaro giornaliero è stato abbassato a 999,99 euro a partire dalo scorso 1° gennaio.

L’impossibilità di prelevare può essere anche concretamente causata da movimenti di denaro “sospetti” per le norme antiriciclaggio, come pagamenti troppo costanti ed elevati in un particolare lasso di tempo.