Se fai questo errore la banca può multarti: attenzione, ecco cosa

Con il passare degli anni l’incidenza della moneta elettronica sta progressivamente trovando sempre più spazio, anche dal punto di vista concettuale, grazie allo sviluppo tecnologico che ha “sdoganato” l’idea dei pagamenti elettronici anche per i piccoli acquisti.

E’ sopratutto da parte dei commercianti che si riscontra una certa “resistenza”, sia culturale, essendo il nostro un paese fortemente tradizionalista e legato al contante, sia pratica, visto che molto spesso le commissioni elevate non giustificano l’utilizzo del POS per i pagamenti per transazioni sotto un certo limite.

Resistenza al digitale

Lo sviluppo del Bonus Bancomat, creato dall’attuale esecutivo Draghi nel corso del 2021 per “invogliare” maggiormente gli esercenti ad utilizzare la moneta elettronica per i pagamenti, bonus che di fatto ha anticipato l’obbligatorietà del POS per qualsiasi forma di negozio e fornitore di servizi e beni. Dal 1° gennaio 2023 infatti è prevista una multa “base” di 30 euro oltre al 4 % del valore della transazione rifiutata.

Se fai questo errore la banca può multarti: attenzione, ecco cosa

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Questi “incentivi” all’abbandono graduale del contante condizionano anche i consumatori, che spesso optano per il contante sopratutto per motivazioni legate alla praticità e all’abitudine, nonostante il limite di spesa/trasferimento di denaro sia stato progressivamente ridotto, sempre in funzione di “deterrente”: dal 1° gennaio 2022 infatti non è più possibile effettuare operazioni superiori ai 999,99 euro senza far ricorso ad un tipo di transazione elettronica, come i bonifici ed i pagamenti tramite carta e bancomat.

I privati hanno un limite mensile di prelievo e spesa definito dalla banca stessa, spesso non superiore ai 10.000 euro mensili, questo significa che qualsiasi transazione considerabile “sospetta” (come transazioni dal medesimo importo in un ristretto periodo di tempo, oppure prelevare mensilmente oltre il limite di 10.000 euro) sarà rigorosamente presa in esame dall’Agenzia delle Entrate, dietro richiesta da parte dell’esecutivo che ha da tempo dichiarato “guerra all’evasione fiscale”, fenomeno che notoriamente sfrutta il fattore “volatile” dei contanti.