Case ad un euro: queste le città italiane dove acquistare

L’idea delle “case ad un euro” rappresenta una delle iniziative di maggior successo dell’ultimo decennio, visto che permette la riqualifica e il riutilizzo di abitazioni oramai fatiscenti in luoghi molto caratteristici come i borghi. L’idea ha ottenuto un successo crescente grazie al piccolo comune siciliano di Salemi, che nel 2010 è stato il primo in Italia ad offrire al prezzo simbolico di 1 euro, delle abitazioni oramai diroccate.

Il fenomeno dello spopolamento (chiamato più correttamente deurbanizzazione) è conosciuto in urbanistica, ed è strettamente collegato ai cambiamenti economici e sociali che a cadenza regolare, modificano la natura la struttura di una nazione come l’Italia. Il termine è stato coniato negli anni 80 per descrivere lo spostamento delle popolazioni dei piccoli comuni verso i centri urbani maggiormente sviluppati per ambire a condizioni di vita migliori.

Case ad un euro: queste le città italiane dove acquistare

Case un euro

Fu proprio Salemi ad “inaugurare” questa iniziativa, che è stata rapidamente “copiata” da numerosi piccoli comuni sia nel sud del paese ma anche nel settentrione: l’obiettivo può portare vantaggi alle amministrazioni locali che offrono le abitazioni a chiunque riesce a garantire dei lavori adeguati di ristrutturazione, ma anche per gli acquirenti che possono scoprire e “sfruttare” luoghi molto caratteristici.

Dopo Salemi, numerosi comuni siciliani come Troina, Delia, Cammarata, Delia, Sambuca di Sicilia e Castiglione di Sicilia hanno seguito l’esempio del borgo amministrato allora da Vittorio Sgarbi, ma anche città vere e proprie come Taranto, che negli scorsi mesi hanno aderito all’iniziativa con 50 abitazioni offerte ad un euro. Anche Sassari, in Sardegna ha recentemente fatto richiesta per poter aderire all’iniziativa. Interessanti anche i comuni di Pietramelara in provincia di Caserta, Maenza nel Lazio e delle due cittadine di Acerenza e Laurenzana, in Basilicata.

Non solo Mezzogiorno, anche località “montanare” come Oyace e Borgomezzavalle hanno fornito alla popolazione che rientra nei requisiti diverse abitazioni abbandonate.

Per gli interessati è sufficiente contattare telematicamente direttamente le amministrazioni dei comuni in questione.