Cosa succede a Bitcoin? Pazzesco, ecco la novità

Bitcoin è stata la prima vera criptovaluta degna di questo nome, sviluppata nel 2009 da un ignoto programmatore (o gruppo di programmatori) conosciuto con il nickname di Satoshi Nakamoto, che per primo teorizzò e poi creò la prima vera valuta virtuale basata sulla crittografia. Il Bitcoin, così come la quasi totalità delle criptovalute create successivamente, si basa sul mining, ossia sull’estrazione di dati attraverso un complesso sistema basato su nodi (ossia computer collegati tra loro) e che richiede una grande quantità di energia.

Il fattore inquinamento

Questo contribuisce anche a creare inquinamento, visto che a lungo andare il mining compromette l’integrità fisica dei computer, fattore che ha contribuito ad alimentare critiche su Bitcoin e su tutte le criptovalute collegate che utilizzano lo stesso sistema, sopratutto in un contesto green che sta prendendo sempre maggiormente piede anche nel mondo economico, al punto che gli stati si stanno impegnando (almeno quelli che godono di una crescita già costante) di utilizzare forme di energia meno inquinanti e rinnovabili.

Cosa succede a Bitcoin? Pazzesco, ecco la novità

Il “saliscendi” del valore di Bitcoin è parziamente imputabile alla situazione in Kazakistan, paese che sta attraversando un periodo di dissidi politici e sociali dovuti principalmente alle difficoltà energetiche, contesto che è stato in parte influenzato proprio da quest’opera di mining. Da alcuni anni infatti numerosi investitori avevano deciso di spostare le propria opera di mining nel paese, che è diventato il 2° maggior produttore di token crittografati, sopratutto dopo i divieti da parte della Cina.

Dal 2017 il governo kazako ha invece “aperto le porte” agli investitori ma adesso la situazione è peggiorata al punto che il paese non riesce più a “stare dietro” alla sempre maggiore richiesta di energia.

Molti sono pronti a scommettere su una nuova “emigrazione” da parte degli investitori verso nuovi paesi, e proprio questa fase di stallo è riconducibile, almeno in parte al valore dei Bitcoin, che non ha subito variazioni positive.

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