gettone 7711

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Il gettone telefonico rappresenta una vera e propria “eredità” culturale del 20° secolo, simbolo del processo tecnologico nel campo delle comunicazioni in continuo cambiamento ed evoluzione. Si tratta di una tipologia di oggetti indispensabili per poter effettuare telefonate quando la diffusione della telefonia mobile non era ancora possibile.

I gettoni di fatto servivano come “contante” per utilizzare i telefoni pubblici, stipati nelle oramai iconiche cabine telefoniche, ed era possibile acquistarli nelle ricevitorie e in negozi abilitati e permettevano di usufruire di un certo lasso di tempo di chiamata, i cosiddetti “scatti” telefonici.

La storia dei gettoni

I gettoni sono stati molto diffusi sopratutto nella parte centrale del 20° secolo, sopratutto con il boom economico nel secondo dopoguerra, ed ha contraddistinto le vite degli italiani almeno fino agli anni 80-90. I primi gettoni risalgono al 1927, sviluppati dalla Stipel, una delle prime aziende telefoniche del nostro paese, inizialmente a scopo “dimostrativo”, visto che questi primi esemplari sono stati distribuiti ai visitatori della Fiera Campionaria di Milano per provare gli apparecchi presenti.

Con la fine della seconda guerra mondiale iniziò la vera diffusione, ed il gettone nella forma “definitiva” è stato sviluppato nel 1959, modello che è stato mantenuto fino al 1980, anno in cui la produzione si è fermata, anche se sono stati utilizzati fino al 2001.

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Prima del 1959 quindi i gettoni avevano un aspetto differente a seconda delle società che erano adibite alla loro produzione, che a partire dal 1964 confluirono nella SIP.

Un gettone raro è ad esempio quello della TETI del 1935, che è particolarmente raro. Il valore medio di un esemplare non supera i 30-40 euro ma uno in condizioni perfette può valere 200 euro.

Altro esemplare raro ed interessante è il modello del 1932 della Società telefonica delle Venezie, “pezzo” che può superare i 150 euro di valore se in condizioni particolarmente buone.