Perchè il basilico può essere tossico? Ecco la risposta

Il basilico è una pianta annuale che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. Si tratta di una pianta aromatica molto conosciuta e apprezzata nel nostro Paese, utilizzata anche per molte ricette tipiche. Si tratta di una pianta erbacea originaria dell’India, ma è molto coltivata anche in Italia. Il basilico presenta un profumo molto caratteristico e a seconda della sua varietà, risulta essere più o meno intenso che può tendere al dolce o più al pungente.

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La pianta oltre ad essere utilizzata nelle cucine sia italiane che asiatiche, è anche impiegata tradizionalmente in alcune medicine popolari.

Valori nutrizionali del basilico

Si tratta di un prodotto molto ricco di proprietà benefiche e che non apporta molte calorie, circa 22 Kcal per 100 grammi, ma considerato che ne viene consumata una quantità anche inferiore ai 100 grammi, le calorie possono essere considerate ancora inferiori.

Il componente principale del basilico è sicuramente l’acqua. Oltre l’acqua sono presenti anche le fibre, le vitamine, i sali minerali e molti antiossidanti. Presenti in piccola quantità anche le proteine, mentre decisamente inferiori sono i grassi.

Tra le vitamine maggiormente presenti ritroviamo la vitamina C, la vitamina E, quantitativi inferiori di vitamina K e molte vitamine del gruppo B.

I sali minerali che il basilico apporta maggiormente sono il calcio, il ferro, il magnesio, il fosforo, il potassio, lo zinco insieme a tracce di tanti altri minerali, tutti indispensabili per il nostro organismo.

Usi del basilico

IN CUCINA
Si consiglia di usare il basilico fresco e di aggiungerlo alle pietanze all’ultimo momento dunque non cuocerlo per non determinare la perdita dei suoi numerosi nutrienti a causa delle elevate temperature. La cottura, inoltre, ne attenua il sapore lasciando poco del suo profumo.

Quando lo si va ad essiccare, perde quasi completamente il suo sapore e tende a rilasciare un leggero profumo di fieno. Forse una delle preparazioni principali e più antiche a base di basilico, prevede la sua immissione all’interno di un mortaio per poi essere pestato al suo interno, in questo modo si andranno a rompere le cellule che contengono gli oli essenziali e si avrà un aroma più intenso.

Per conservarlo, il basilico può essere tenuto in frigorifero, ma solo per qualche giorno e avvolto in un canovaccio. La soluzione migliore per conservarlo, però, è metterlo in congelatore, in questo modo potrà essere conservato per più tempo e in più tutte le caratteristiche sia nutritive che organolettiche resteranno inalterate, sarà sempre come averlo fresco.

Tipicamente il basilico è utilizzato per la produzione del pesto alla genovese, composto da basilico pestato con l’aggiunta di formaggio, pinoli, aglio (facoltativo) e olio di oliva.
Lo si può aggiungere all’interno di insalate, verdure grigliate, per condire il pesce, alcune tipologie di carne, per le uova, nelle zuppe e anche come aroma nel pomodoro.

Il suo olio essenziale, invece, è utilizzato molto spesso per preparare di profumi e liquori.

MEDICINA POPOLARE

Il basilico, è utilizzato sin dai tempi antichi come pianta dalle proprietà medicamentose. Le foglie e le sommità fiorite sono utilizzate molto spesso per la preparazione di infusi dall’azione sedativa, antispastica delle vie digerenti, diuretica, antimicrobica e antinfiammatoria. Il basilico è utilizzato anche contro l’indigestione.

Il basilico può essere utilizzato anche per preparare un collutorio naturale. Questo prodotto è consigliato in caso di infiammazioni del cavo orale, mentre l’olio essenziale può essere usato per massaggiare parti del corpo dolenti o per curare reumatismi.

Il basilico può essere tossico?

Il basilico può diventare tossico quando le foglie delle piante più piccole sono cotte. Mediante la cottura queste piccole foglie rilasciano l’estragolo e l’estragone, che sono delle sostanze tossiche e che possono favorire la moltiplicazione cellulare in maniera anomala nell’organismo, dando origine all’insorgenza di tumori. Ovviamente il suo effetto tossico lo si avrà dopo il consumo di un quantitativo elevato di basilico, non dopo poche foglioline.

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