App del giorno: Google Messaggi porta il sistema RCS in Italia

L’app del giorno di TechCave di oggi è Google Messaggi. Si tratta di un’app probabilmente già diffusa in modo sistematico, ma che da poco presenta una novità molto rilevante: l’introduzione del sistema di comunicazione RCS. Il sistema, che per esteso si chiama Rich Communication Service, è un nuovo standard sviluppato da Google attivo negli Stati Uniti e da alcuni mesi anche in alcuni paesi Europei. Serve ad arricchire gli SMS dello smartphone con la possibilità dell’inserimento di contenuti multimediali, di creazione di gruppi e di notifica della ricezione e lettura del messaggio.

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Non è esattamente una “copia” di WhatsApp anche se il sistema utilizzato è molto simile. Si sfrutta infatti la rete SMS, ma i contenuti multimediali vengono trasferiti grazie al traffico dati oppure al WiFi, senza pesare quindi sul credito residuo per quello che sarebbe, a tutti gli effetti, un invio di messaggio MMS. Perché l’applicazione funzioni nel modo corretto, però, occorre accertarsi di diverse cose. Innanzitutto che il proprio operatore telefonico abbia attivato la modalità di connessione RCS. Per farlo è necessario aprire l’app Google Messaggi, entrare nel menu Impostazioni e selezionare la voce “Funzionalità di chat”. Questa funzionalità potrebbe essere “non disponibile”, in quel caso serve aspettare ancora un po’.

Questi SMS 2.0, inoltre, funzionano correttamente solo sull’app Google Messaggi, presente su ogni smartphone Android. Occorre quindi essere certi che anche il destinatario abbia un dispositivo Android e che possa utilizzare i Google Mobile Services (restano quindi esclusi gli iPhone e gli smartphone Huawei di nuova generazione). Limitazioni che rendono la competizione di Google Messages con WhatsApp, Telegram, iMessage i Direct Message di Instagram davvero molto complicata.

Come si legge dalla descrizione dell’app sul PlayStore, Google Messaggi è comunque installata su più di 500 milioni di dispositivi nel mondo. Il suo ultimo aggiornamento risale a ieri, 29 Aprile 2020. La dimensione richiesta in memoria e la versione dell’OS Android necessari all’installazione variano a seconda del dispositivo in possesso.

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