Bere un amaro al giorno: ecco cosa accade…

Tante persone hanno l’abitudine di bere un bicchierino di amaro al giorno a fine pasto. Oltre a trovarlo gradevole, è diffusa la convinzione che esso aiuti a digerire. Non a caso l’amaro è spesso definito anche ammazzacaffè, perché esso azzera completamente o quasi il miscuglio di sapori dovuto ai vari cibi ingeriti.

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Ma si tratta di un effetto reale o solo di una convinzione popolare priva di fondamento scientifico? Vediamo meglio cos’è l’amaro e, soprattutto, scopriamo se esso favorisce davvero la digestione oppure no.

Amaro: cos’è e come è fatto

L’amaro è una bevanda alcolica contraddistinta da un sapore, per l’appunto, amarognolo. A base di ingredienti vegetali, si è soliti berlo come aperitivo oppure a fine pasto.

Una caratteristica essenziale dell’amaro è quella di essere aromatizzato da una forte componente vegetale, che poi è in genere la peculiarità più apprezzata dai suoi numerosi estimatori. La preparazione dell’amaro è piuttosto lunga e laboriosa e prevede due fasi distinte, ovvero l’infusione e la distillazione.

Le erbe e le radici quindi, vengono dosate, macinate, ridotte in polvere, immerse in una soluzione idroalcolica e infine lasciate a macerare per non meno di qualche mese. Dopo il suddetto procedimento si passa alla decantazione per far sì che l’amaro diventi limpido e poi si unisce ad esso il liquido che deriva dalla distillazione. In tempi remoti la preparazione degli amari era propria solo dei frati e dei monaci, che ne custodivano gelosamente ricette e segreti. Oggi si possono trovare in commercio tanti tipi di amaro, ma quelli dei religiosi, frutto di ricette antichissime, restano a tutt’oggi fra i più amati in assoluto.

L’amaro aiuta a digerire o no? Ecco la risposta

La credenza che un bicchiere di amaro a fine pasto favorisca la digestione è molto diffusa, ma la verità è un po’ diversa anzi, addirittura contraria. L’amaro infatti, (e i liquori in genere) stimola le papille gustative facendo aumentare la produzione di saliva. Siccome il tasso alcolico contenuto non è mai inferiore a 30-35°, l’effetto irritante sulle pareti dello stomaco fa sì che questo si svuoti con maggiore difficoltà, rallentando quindi il naturale processo digestivo. Insomma, l’esatto contrario di quanto comunemente si ritiene.

E’ vero che le erbe contenute negli amari sono benefiche, ma in gran parte il loro effetto positivo sull’organismo viene annullato o almeno notevolmente affievolito dalla elevata gradazione alcolica presente. In teoria le erbe stimolano sì la digestione stimolando i succhi gastrici quindi, ma nel caso dell’amaro, l’etanolo contenuto li rende più acidi, rallentando di fatto la digestione.

Il consiglio dunque, è quello di evitare di bere l’amaro dopo i pasti, specie se si è mangiato in abbondanza, poiché si finisce solo per sovraccaricare l’organismo (fegato, stomaco e reni ne risentono in maniera significativa) e di aggiungere calorie a calorie. Se proprio non riesci a rinunciare a questa abitudine, che tanti considerano una coccola da fare a se stessi, limitane almeno l’effetto dannoso ingerendone una quantità minima (usa bicchieri più piccoli) oppure aggiungendo del ghiaccio, che riduce appena la gradazione alcolica.

 

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