Gaming disorder: uomo ritrovato ai videogiochi 45 giorni dopo la sua sparizione

Arriva dalla Scozia un nuovo caso limite di dipendenza da videogiochi. Un uomo di circa 40 anni, di professione ricercatore universitario, è stato dato per sparito per circa 45 giorni. In trasferta a Tokyo, non si è presentato più a lavoro e non ha più dato tracce di sé ai familiari e agli amici. In seguito alle denunce fatte, l’uomo è stato ritrovato in una stanza d’albergo in Giappone in condizioni raccapriccianti e in preda a una enorme crisi di dipendenza da videogiochi.

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La storia: ritrovato in albergo in condizioni raccapriccianti

La persona in questione si era chiusa in una stanza d’albergo per giocare a Fortnite e a Call of Duty. Ma lo ha fatto in modo compulsivo e, col passare dei giorni, rinchiudendosi sempre più in sé stesso. È stato trovato in stato di denutrizione e di deprivazione del sonno, rannicchiato all’interno di alcune coperte. E con alcune bottiglie utilizzate per raccogliere i propri bisogni: aveva rinunciato persino ad andare in bagno per non “staccare” dalla console. La storia di degrado è stata raccontata dalla redazione scozzese di Daily Report.


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L’uomo, di origini bulgare, è stato prelevato di peso dall’albergo in Giappone da suo padre 70enne. Dopo un periodo vissuto con la sorella a Newcastle, obbligato alla riabilitazione in una clinica scozzese in seguito ad una ricaduta. Dopo sei settimane di cura, l’uomo sembra essersi ripreso, ed è tornato a vivere in Bulgaria.

Le parole dell’esperto sulla dipendenza da videogiochi

Importanti, però, le parole dello specialista Tony Marini, primario della clinica dove l’uomo è stato ricoverato, sulla crescente incidenza sulle persone della dipendenza da videogiochi. “I casi di dipendenza simili sono molto frequenti, con un numero di minori sempre più alto che ruba soldi ai familiari per acquisti all’interno dei giochi”. Una notizia che segue di pochi giorni quella della causa intentata da alcuni legali francesi contro EA Sports per la modalità FUT all’interno di FIFA 20 e delle versioni precedenti. La casa di produzione di software viene accusata di aver inserito una modalità del tutto simile a quelle del gioco d’azzardo per l’inserimento dei “pacchetti” con i quali costruire la propria squadra.

La dipendenza da videogiochi tra le malattie riconosciute dall’OMS

Ricordiamo, infine, che l’OMS ha da poco inserito il “Gaming Disorder” – la dipendenza da videogiochi – tra le varie condizioni problematiche di salute mentale riconosciute. L’ufficialità per l’inserimento tra le malattie mentali arriverà nel 2022. I sintomi riconosciuti sono: totale perdita di controllo, del tempo trascorso e della frequenza con cui ci si dedica all’attività; priorità data ai videogiochi rispetto ad altri interessi e attività della vita quotidiana, perdurare di questa condotta anche in presenza di conseguenze nefaste per sé stessi e le persone più vicine.


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