Guerra USA-Cina sul 5G: Trump chiede all’Europa di tener fuori Huawei

Sembra una vera e propria guerra quella che si combatte sullo sviluppo e la diffusione delle reti 5G tra USA e Cina. Pochi giorni fa il segretario di stato statunitense Mike Pompeo ha avvisato l’Europa, in un intervento su Politico in vista del vertice sulle telecomunicazioni a Bruxelles, sui rischi che correrebbe il vecchio continente nel momento in cui affidasse anche solo parte dello sviluppo della connessione 5G sul proprio territorio a colossi cinesi come Huawei o ZTE. Queste le sue parole: “È cruciale che i Paesi europei non diano il controllo delle loro infrastrutture critiche ai giganti cinesi della tecnologia come Huawei o Zte. Con le capacità del 5G il partito comunista cinese può utilizzate l’accesso di Huawei o Zte nei Paesi europei per rubare informazioni o sabotare reti infrastrutturali critiche”.

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Insomma, un vero e proprio annuncio di “sfiducia” che potrebbe indirizzare da un lato o dall’altro le intere politiche europee sul 5G. Gli Stati Uniti, si è appreso poi nelle ore successive, avrebbero pronto un piano di finanziamenti e prestiti destinato a coloro i quali si dichiareranno pronti a effettuare concorrenza proprio nei confronti di Huawei. La volontà statunitense sarebbe quella di utilizzare parte dei 60 miliardi di dollari stanziati dalla nuova agenzia International Development Finance Corporation (Dfc) proprio per aiutare altri nazioni e aziende concorrenti, come Nokia, Ericsson e Samsung, citate dallo stesso Pompeo nell’intervento su Politico, nello sviluppo delle reti senza ricorrere ai colossi cinesi.

Huawei nel frattempo ha risposto definendo false le accuse di collaborazione con l’Esercito Popolare di Liberazione Cinese e di collaborazione con questo in attività di spionaggio e furto di proprietà intellettuali. Inoltre ha negato ogni finanziamento statale ribadendo che la proprietà è privata al 100%. Nel frattempo Huawei ha lanciato il suo Mate 30 mostrandosi fiera di non avere utilizzato componenti statunitensi nella sua realizzazione, e dimostrando quindi così come il ban ricevuto dagli USA non abbia rallentato la propria produzione, anche se la diffusione del nuovo dispositivo sta prendendo piede sopratutto in patria.


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La prossima misura, secondo rumors pubblicati dall’agenzia Reuters, potrebbe essere la scelta da parte degli USA di inserire Huawei nella black list finanziaria statunitense: questo impedirebbe all’azienda e ai suoi clienti e fornitori di effettuare operazioni in dollari statunitensi, con una possibile pesante ricaduta anche sull’economia europea.